Le vittime di reati non hanno la dovuta assistenza nella UE

Le vittime di reati violenti nell'Unione europea non sono ancora supportate adeguatamente. In una prima valutazione globale dei servizi di assistenza alle vittime in tutta la UE, la FRA (Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali) sottolinea che, nonostante i miglioramenti, rimangono sfide in molti paesi. In primo luogo, il sostegno non deve essere solo legale, ma anche psicologico ed emotivo e deve essere messo a disposizione delle vittime, prima, durante e dopo il procedimento penale. "Entro 10 mesi gli Stati membri dovranno recepire la direttiva UE sulle vittime nell’ordinamento nazionale, e c'è ancora molto da fare", dice il direttore dell’Agenzia Morten Kjaerum. Tra le misure da introdurre per assicurare un supporto efficace alle vittime, la FRA consiglia di rimuovere gli ostacoli burocratici; garantire servizi di supporto mirati, tra cui il supporto al superamento del trauma e una consulenza psicologica per le vittime con esigenze specifiche (ad esempio le vittime con disabilità), vittime di violenza sessuale, o migranti irregolari; dare agli interessati accesso alle informazioni sui loro diritti e sei servizi di supporto disponibili, nonché le informazioni sul loro caso. Tuttavia, c'è stata una serie di sviluppi positivi ne i 28 paesi esaminati. Alcune nazioni garantiscono che le organizzazioni di supporti alle vittime abbiano la loro sede direttamente presso le stazioni di polizia o nelle loro immediate vicinanze, rendendo più facile i contatti. In altri paesi, i fondi per il supporto sono dagli stessi colpevoli di reati penali.

In allegato:
  • FRA - Victims of crime in the EU: the extent and nature of support for victims - 2015
  • Iscriviti alla newsletter: