Lì gli immigrati sono yankee

I fenomeni migratori riservano, talvolta, sorprese che non ti aspetti. Come quella dei tanti statunitensi immigrati in Messico per inseguire “il sogno americano”. Mentre Trump è concentrato anima e corpo nella battaglia contro gli immigrati latinos, ed in particolare quelli che compongono le carovane in avvicinamento dal martoriato Centroamerica, lungo il confine meridionale degli USA è in atto un esodo di tutt'altro tipo. Che la Casa Bianca fa finta o non vuole vedere. Quello, appunto, degli yankee che saltano la frontiera del Rio Grande verso sud.

Un fenomeno di emigrazione/immigrazione  che sfugge alle statistiche ufficiali nonostante le sue dimensioni ma sul quale ha acceso i riflettori il Washington Post. Scoprendo con sorpresa che rispetto al 1990, avendo superato quota 800mila, sono quadruplicati gli statunitensi trasferitisi nello stato centro americano. Un numero che l’ufficio di statistica messicano ritiene sottostimato visto che anche secondo l’Ambasciata del paese a stelle e strisce il loro numero sfiorerebbe in realtà i 2 milioni. Al netto dei tanti sconosciuti immigrati da Nord senza documenti.

Dati a parte è interessante notare che si tratta di una comunità molto variegata che va dai pensionati ai nativi digitali. Per i primi trasferirsi a sud di El Paso significa sperare di trovare là la ricchezza che non trovano in patria. Mentre i giovani tech worker che possono lavorare tranquillamente da casa, che si trovino a Palo Alto o a Puerto Vallarta, immigrano in Messico perché il costo della vita è di gran lunga inferiore a quello della Silicon Valley. A questi vanno sommati i circa 600mila minori di famiglie immigrate messicane nati negli States (e per questo cittadini americani) che hanno fatto ritorno nella patria dei genitori. Dal 2015, infatti, secondo i dati del Census Bureau il numero di messicani che decidono di tornare in patria supera quello degli emigrati al Norte. Piccolo ma non indifferente particolare: mentre in America monta il risentimento anti stranieri, in Messico i nuovi arrivati statunitensi sono accolti a braccia aperte. Facile intuirne il perché: le montagne di dollari che con loro fanno ricca l’economia locale. E con l’arrivo dei gringos sta anche cambiando il paesaggio sociale di molte città messicane dove fioriscono a più non posso Rotary Club, circoli di pickleball (un misto tra tennis e badminton) e associazioni di Alcolisti Anonimi.

Grazia De Vincenzis

Giornalista con 25 anni di attività nel mondo dell’informazione cartacea, digitale e radiofonica.

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