L’immigrazione agita l’America di Biden

L’immigrazione torna ad agitare anche l’America di Joe Biden. A causa di una massiccia, crescente ondata di arrivi irregolari ai confini meridionali del paese. Dove nell’ultima settimana gli adulti fermati quotidianamente dagli agenti di frontiera sono stati oltre 400. Il doppio rispetto a quelli registrati ad inizio d’anno. 350 i minori non accompagnati, con un aumento quadruplo rispetto alla media. Ed oltre 1000 gli immigrati, cosiddetti got-aways, che pur individuati dalle telecamere di sorveglianza riescono comunque a superare il confine facendo perdere le loro tracce.

Ma al di là dei numeri il vero problema è che, scriveva giorni addietro il pur filo governativo Washington Post, “al momento nessuno dell’amministrazione ha detto se e in che modo si cercherà di rallentare l’afflusso”. Un silenzio figlio di un serio, serissimo problema politico. Come fa, infatti, un’amministrazione che sull’immigrazione ha scelto, contro la chiusura di Trump, la linea dell’apertura a decidere oggi di fermare chi tenta di entrare dal Messico? Soprattutto in un momento in cui per riuscire ad ottenere il sì del Senato al varo del decisivo decreto “salva America” è fondamentale l’unità interna, in verità assai fragile, dei parlamentari democratici. Che qualunque atto repressivo al confine rischierebbe di mandare all’aria.

Un dilemma che per Biden si può, però,trasformare in una trappola. Per la semplice ragione che pensare di gestire senza affrontare i problemi che si pongono al confine messicano rischia di compromettere il favore al momento concessogli dall’inquieta opinione pubblica statunitense. E di favorire la rumorosa propaganda dei falchi dell’opposizione. Che bollando la linea Biden come più debole rispetto a quella seguita da Obama nella crisi del 2014 puntano sull’immigrazione per vincere le elezioni di midterm 2022.

Guido Bolaffi

Direttore di WEST. Laureato con lode in Lettere e Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1969, consegue il diploma di specializzazione in Sociologia e Ricerca Sociale nel 1972. È ...

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