L’immigrato invecchia, lei lo raggiunge

Sono sempre di più le donne che emigrano in Francia per stare vicino ai mariti ormai in pensione. Una nuova forma di ricongiungimento familiare che i ricercatori definiscono "tardivo". La cui dimensione appare in tutta evidenza in un recente rapporto pubblicato dal Parlamento d’Oltralpe sugli 890.000 immigrati anziani presenti sul territorio nazionale. Secondo lo studio, queste figure a metà tra moglie e badante, una sorta di “batôns de vieillesse”, dopo decenni di lontananza, vengono chiamate in età avanzata dai mariti stanchi e sofferenti. Desiderosi di essere accuditi negli ultimi anni di vita. Non solo per questioni affettive. Ma anche in ragione del fatto che, vista la loro precarietà finanziaria, non riescono a badare a se stessi. Una condizione che spinge molte "vedove bianche" a compiere il grande salto che non avevano mai fatto. Abbandonando affetti, proprietà e figli in madrepatria per andare a convivere, dopo anni di separazione di fatto, col proprio marito immigrato Oltralpe. Ritrovandosi spesso in camere fatiscenti dei centri d’accoglienza (che ospitano il 32% degli ultra 60enni immigrati) di appena 6-8 m². Con una pensione media di €700 da condividere. Donne che finiscono col diventare presto vedove, sole e spesso impossibilitate a ritornarsene in patria.

In allegato:
  • Assemblée nationale, Rapport d’information fait en application de l’article 145 du Règlement au nom de la mission d’information sur les immigrés âgés - 2013
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