L’immigrazione manda in crisi la giustizia USA

Negli USA i tribunali per l’immigrazione, con un arretrato di oltre 1 milione di casi, sono prossimi al collasso. Stretti come sono tra la politica sempre più aggressiva di Trump contro i clandestini e la marea umana di disperati che si accalca alla frontiera con il Messico. Solo nello scorso mese di maggio gli arrivi dal confine meridionale sono stati 133mila: il numero più alto mai registrato dal marzo 2006. Un’ondata di richiedenti asilo e immigrati illegali, in particolare dal Centroamerica, che sta mandando in tilt la giustizia. Ma è bene chiarire che, come spiega un recente studio del Migration Policy Insitute [1](MPI) di Washington, questa montagna di casi pendenti è in attesa di essere esaminata dall’Executive Office for Immigration Review (EOIR), che facendo capo al Dipartimento della Giustizia è alle dirette dipendenze del potere esecutivo. I giudici dei 63 tribunali per l’immigrazione sparsi su tutto il territorio nazionale, decidono in particolare dei casi di espulsioni e della concessione dell’asilo o protezione internazionale. Poiché si tratta di materie che rientrano nell'ordinamento civile, il governo non è tenuto a fornire agli imputati, se non possono permetterselo, un avvocato d’ufficio. Anche se fino ad oggi il 52% degli stranieri che hanno dovuto dar conto della loro posizione nelle corti ha usufruito di una rappresentanza legale.

C’è più di una causa che ha contribuito a questa situazione. In particolare, sottolinea l’indagine del think tank americano, all'inasprimento delle procedure di espulsione non è corrisposto un adeguato aumento delle risorse, umane ed economiche, da destinare ai tribunali per l’immigrazione. Per capire come stanno le cose, basta considerare la disparità di quanto il governo federale spende per la difesa delle frontiere e la caccia ai clandestini. Nel 2018, infatti, il Congresso ha stanziato più di 24 miliardi di dollari per le due principali agenzie governative che si occupano di lotta all’immigrazione, l’ICE (Immigration and Customs Enforcement) e il CBP (Customs and Border Protection), e solo 437milioni per l’EOIR. Le scarse risorse finanziarie e il blocco delle assunzioni dei giudici, sono perciò all'origine dell’aumento dei casi pendenti. Tanto che oggi l’iter giudiziario per decidere su un’espulsione o una richiesta d’asilo supera, in media, i 700 giorni. Due due anni tondi tondi.