L’immigrazione moderna è guerra per i talenti

È una fake news sostenere, come invece fanno in molti, che l’America di Trump ha chiuso le sue porte agli immigrati. Visto che in parallelo al giro di vite verso i latinos poco qualificati che dal sud tentano di varcare il confine per chiedere asilo gli USA, essi continuano a riservare il più accattivante dei welcome ai talenti stranieri di ogni razza e colore. Una politica migratoria a due facce di cui, però, si parla moltissimo della prima ma assai meno della seconda. Infatti, all’opposto del braccio di ferro ingaggiato dalla Casa Bianca col Messico per scaricare sulle spalle dell’alleato centro americano l’onere di frenare le carovane di migranti provenienti da Ecuador, San Salvador e Nicaragua, si sa poco e male della guerra in atto tra le prestigiose università made in US per accaparrarsi il fior fiore degli studenti di mezzo mondo.

Esemplificativo, come riporta Jonathan Moules sul Financial Times, il caso dei più quotati Master in Business Administration d’Oltreoceano che, tanto per intenderci, sfornano i super manager del futuro. I cui rettori non sanno più cosa inventarsi per attirare dall’estero the best and the brightest perché, nonostante la ventata dell’America First, sanno bene che grazie alla mixité aumentano in maniera esponenziale la qualità e le performance degli iscritti ai loro istituti. Una verità che però non dice tutto visto che restano da chiarire le ragioni per cui i centri di eccellenza americani fanno oggi più fatica che in passato a reclutare dall’estero i cervelli dalle uova d’oro.

La prima: con la globalizzazione è cominciato uno scontro al color bianco tra i poli di eccellenza globali. Questo vuol dire che, rispetto a ieri, gli USA hanno nuovi e più robusti competitor, Cina in primis , con i quali fare i conti;

La seconda: è quella che in economia viene definita asimmetria informativa. Proprio come un consumatore medio spesso non è al corrente che, ad esempio, il supermercato a un passo da quello in cui va abitualmente ha prodotti a prezzi più vantaggiosi, così capita che molti potenziali “clienti” degli MBA statunitensi non siano al corrente delle favorevolissime offerte formative e dei relativi benefit (rette scontate, vitto e alloggio gratuiti etc.) loro riservati. Ecco una delle tante conferme della complessità con cui deve fare i conti l’immigrazione del XXI secolo.