L’islamizzazione dell’Europa è una balla

L’ineluttabile, prossima islamizzazione religiosa dell’Europa è una balla grande quanto una casa. Non meno dei numeri e delle statistiche con cui è stata costruita.  Come dimostrano, ad esempio, le recenti “profezie matematiche” dello studioso londinese Eric Kaufman. Secondo cui, da qui al 2050, la progressione dei seguaci di Maometto sul “mercato religioso” del Vecchio Continente supererà il 20%. In base a due semplici quanto discutibili proiezioni. La prima relativa agli elevati tassi di natalità delle famiglie musulmane. La seconda al crescente ateismo degli europei che consentirà al loro credo di occupare, senza colpo ferire, spazi sempre maggiori.

Un vaticinio trasformato in vessillo da molti convinti che gli immigrati dell’Islam, oltre al diritto ad un tenore di vita migliore, hanno anche quello di difendere, e perché no?, di diffondere il proprio credo religioso. Usato, invece, come una utilissima arma contundente dalle destre che sfruttano l’islamizzazione prossima ventura del Continente per aumentare, con l’ansia collettiva, le schiere dei propri sostenitori.

Ma siccome il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, grazie alla documentatissima ricerca di Simon Cottee: “The Apostates: When Muslims leave Islam” scopriamo che le cose non stanno affatto come vengono raccontate. Per la semplice ragione che anche tra i musulmani, nonostante rischi e pericoli elevatissimi, la laicizzazione avanza a ritmi non dissimili da quelli della società in cui vivono, studiano o lavorano. Perché i giovani di seconda o terza generazione , alla faccia di divieti e fatwe, adorano come tutti i loro coetanei leggere materiali online o frequentare YouTube e discoteche. E, soprattutto, le ragazze non sopportano, con i matrimoni combinati, di finire sottomesse a vita come le loro madri.

Un dato per tutti. Negli Usa è stato accertato che ben il 32% di coloro nati e cresciuti in terra d’America hanno abbandonato l’Islam dei loro genitori.

Guido Bolaffi

Direttore di WEST. Laureato con lode in Lettere e Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1969, consegue il diploma di specializzazione in Sociologia e Ricerca Sociale nel 1972. È ...

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