Neanche l’emigrazione aiuta più il nostro Sud

Mentre impazza una polemica senza capo né coda su uno spot di Trenitalia ("Porta al Nord il meglio del Sud) da molti considerato anti-meridionale, abbiamo scoperto, grazie al Prof. Isaia Sales, docente di Storia delle Mafie all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, che l'emigrazione anziché bene fa solo male al nostro Sud.

Nei suoi scritti definisce l’attuale emigrazione meridionale asimmetrica: perché?

Per la semplice ragione che quella attuale è un’emigrazione che anziché arricchire impoverisce le terre da cui si parte. Non ci sono rimesse che arrivano dagli emigranti ma al contrario le famiglie debbono integrare con i loro risparmi il mantenimento dei figli. Questa emigrazione diversamente da quelle precedenti non è una fonte di “ricchezza compensativa” per il Mezzogiorno. Ma, invece, ne produce un triplice impoverimento: demografico, delle famiglie e della bilancia delle partite correnti. È quindi un’emigrazione che non ha nulla di funzionale rispetto ai luoghi d’origine.

Quali sono a suo avviso le principali differenze tra gli emigrati che oggi e quelli che ieri lasciavano il Sud per il Nord Italia? 

A fine Ottocento partivano le famiglie, negli anni cinquanta e sessanta del Novecento i padri, oggi partono i figli. Nei primi 15 anni del nuovo millennio sono emigrati dal Mezzogiorno 1,7 milioni di persone a fronte di un milione di rientri, con una perdita netta di 716 mila unità. Di queste, la maggior parte (ben il 72,4%) è costituita da giovani tra i 15 e i 34 anni, il 28% di essi è laureato. Va via “la meglio gioventù”. Una emigrazione essenzialmente giovanile e scolarizzata che però resta a rischio precarietà anche laddove si trasferisce. Con retribuzioni non adeguate a far fronte alle spese e meno che mai a inviare dei soldi a casa. Per dirla in breve: i costi di questa emigrazione superano i ricavi sia per chi parte sia per chi resta. E per di più, è un’emigrazione che non fa opinione, senza pathos né umana partecipazione. È senza epopea.

In fondo non partono i diseredati, non partono con le valigie di cartone, non incontrano un mondo che non conoscono e da cui sono spaventati e attratti al tempo stesso. Perché quelli di oggi parlano un perfetto italiano e non il dialetto, hanno costumi e abitudini simili ai loro coetanei centro-settentrionali. E viaggiano non su navi o treni sgangherati ma in areo o con sull’alta velocità.

Lei sostiene, dunque, che l'emigrazione, anziché portare rimesse culturali e materiali, ha impoverito il nostro Sud. Perché? 

Si tratta di una vera e propria spoliazione senza compensazione. Perché questa emigrazione si colloca in un cambiamento epocale di alcuni tratti degli stili di vita dei meridionali. I giovani meridionali si sposano tardissimo, fanno pochissimi figli, uno, uno e mezzo in media rispetto ai quattro della generazione precedente. Siamo di fronte a un vero e proprio cambio culturale, a una mentalità molto distante da quella dei padri e dei nonni. L’emigrazione meridionale si inserisce in un processo di radicale modifica della struttura demografica e non è compensato da un parallelo flusso di immigrati.

Per concludere: quella attuale del Sud è l’unico caso al mondo di emigrazione che non porta ricchezza ai territori d’origine. È così?

Certo, è proprio questa la nuova amara originalità del nostro Mezzogiorno. Che in questo momento è un’area fornitrice di manodopera necessaria per lo sviluppo delle altre regioni italiane ed europee, allo stesso modo in cui lo aveva fatto mezzo secolo fa. Ma questo ruolo non comporta possibilità di piena realizzazione di chi emigra, di miglioramento economico per le famiglie e per i luoghi che si lasciano. Resta a chi emigra il doppio rammarico di non potersi rendere totalmente autonomo né di fare qualcosa per migliorare le terre dei padri. Una emigrazione a perdere.

Giuseppe Terranova

Vice-direttore di West. Docente di Storia e Istituzioni dell'Africa, Geopolitica e Geoeconomia all'Università Niccolò Cusano di Roma. Insegna nei Master in Governo dei flussi migratori e African Studies della Link ...

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