Negli USA come da noi la sinistra balbetta sull’immigrazione

Man mano che passano i mesi e si avvicinano le lezioni presidenziali 2020 è da mettere in conto che per Trump sull’immigrazione non saranno rose e fiori. Perché questa questione già di per sé difficile e politicamente assai divisiva si è di molto complicata negli ultimi mesi. A causa della gravissima crisi umanitaria che le autorità federali americane debbono fronteggiare ai confini meridionali del paese. Dove carovane formate da migliaia di famiglie centro americane, in grande parte provenienti di martoriati territori dell’Honduras, del Guatemala e del S. Salvador cercano, con tutti i mezzi e in tutti i modi di riuscire a scavalcare la frontiera yankee con la speranza di ottenere, con l’asilo, il diritto di farsi una nuova vita in America.

Difficoltà che una parte dell’opposizione democratica tenta di usare per delegittimare agli occhi della pubblica opinione la strategia del giro di vite con cui Trump spera di ottenere dagli elettori la conferma alla Casa Bianca. Una scelta politica azzardata che rischia di trasformarsi per gli oppositori del magnate newyorkese in un boomerang politico. Intanto perché, per come sono fatti e pensano gli americani, questo tipo di atteggiamento, considerato in contrasto con il principio fondante della cultura nazionale ”right or wrong this is my country”, non è da loro affatto apprezzato. Ma soprattutto in ragione del fatto che le accuse rivolte alla maggioranza repubblicana dai rappresentanti del partito dell’Asinello, secondo i quali l’emergenza immigrazione non esiste ma è solo un’invenzione usata dal Presidente per distrarre l’attenzione dei cittadini dai veri problemi del paese, suona non solo poco credibile ma, soprattutto, figlia di un errore che nelle urne può costare caro. E che nello slang politologico viene etichettato come doppio pesismo. Che, tradotto in parole semplici, stigmatizza una concezione della lotta politica secondo cui la stessa azione è giusta e legittima se la faccio io, mentre è colpevolmente sbagliata se la fa il mio avversario.

Una logica dei “due pesi e due misure” per la quale i democratici mentre gridano contro il pugno duro di Trump dimenticano (o fanno finta di dimenticare) che, numeri alla mano, i 450mila e passa immigrati clandestini espulsi dall’amministrazione Obama sono, ad oggi, due volte di più quelli rimandati a casa dal suo straripante successore alla Casa Bianca. Ed ai cittadini questo modo di fare né sfugge né piace.