Negli USA scoppia il caso dei bimbi adottati che diventano clandestini

Sono cresciuti credendo di essere americani e invece si sono scoperti clandestini. È il dramma che vive un esercito di apolidi, almeno 49mila, che adottati da bambini, da adulti hanno avuto l’amara sorpresa di ritrovarsi dei sans papier. Colpa dei loro genitori americani che non hanno mai completato il complesso iter per la cittadinanza. Molte, infatti, le famiglie che hanno erroneamente presunto che l’adozione concedesse in automatico un passaporto americano. Oggi dopo decenni vissuti negli States, e sentendosi americani a tutti gli effetti, questi ex bambini adottati rischiano invece la detenzione e l’espulsione. Sono infatti migliaia quelli espulsi dall’immigration e rispediti nei Paesi d’origine, dove tornano da stranieri, senza conoscere la lingua e senza più legami familiari. Un dramma nel dramma. Una grave ingiustizia che ora, come scrive la rivista The Intercept, il Congresso, con un'azione bipartisan, sta tentando di risolvere. Il disegno di legge, l'AdopteeCitizenshipAct del 2019, all'esame della Camera a guida democratica, mira a concedere la cittadinanza a migliaia di adulti nati all'estero e adottati da famiglie americane. Il provvedimento vuole sanare la posizione delle tante persone escluse dal ChildCitizenshipAct del 2000. Anni fa, quando l'adozione internazionale era relativamente facile, molti genitori credevano erroneamente che l'adozione e la naturalizzazione fossero la stessa cosa. In realtà, fino al 2000, erano due processi separati. La legge entrata in vigore 19 anni fa ha poi aggravato la situazione concedendo la cittadinanza ai soli minorenni, circa 140mila, lasciando nel limbo migliaia di maggiorenni. Oggi dopo la stretta anti clandestini voluta da Trump il dramma di questi “maggiorenni” adottati è tornato alla ribalta. Un pasticciaccio che forse, dopo un ventennio, troverà finalmente una soluzione.

Grazia De Vincenzis

Giornalista con 25 anni di attività nel mondo dell’informazione cartacea, digitale e radiofonica.

Iscriviti alla newsletter: