Nell’urna gli immigrati pro Trump che non ti aspetti

Nelle elezioni USA gli immigrati non hanno votato come i democratici di Joe Biden volevano e speravano. Una verità sulla quale è augurabile che i liberal americani, e con essi quelli di casa nostra, abbiano la forza e la voglia di interrogarsi. Quand’anche l’incertissimo scrutinio elettorale, al momento in cui scriviamo ancora in corso, dovesse alla fine assegnare loro l’agognata palma della vittoria. Cercando come prima cosa di capire le ragioni per cui un pezzo di società, nel caso quello dell’immigrazione, si dimostra essere diverso da quello che loro pretendono esso sia. E anziché a favore di coloro che incarnano le “umani sorti e progressive” decide di votare massicciamente un conservatore e nemico di classe come Donald Trump.

Un problema assai serio sul quale persino la rivista ultra progressista Atlantic una settimana prima delle lezioni aveva con intelligente preveggenza cercato richiamare l’attenzione di Biden e dei suoi. Con un articolo significativamente intitolato: “What liberals don’t understand about pro-Trump Latinos”. Che sfidando l’eccessivo, dominante ottimismo sul comportamento elettorale degli immigrati ammoniva: “Democrats shouldn’t be surprised if Trump matches or improves on his 2016 showing amond Latinos on November 3”.

La verità, forse a molti sconosciuta, è che gli immigrati americani sono sempre stati, con una percentuale oscillante secondo il Pew Research tra il 60 e il 40% del totale, una colonna portante dell’elettorato repubblicano. Al punto che nel Secondo Dopoguerra l’unica, grande sanatoria (amnesty) del 1985 a favore dei clandestini presenti sul territorio yankee è avvenuta negli anni della presidenza del repubblicano ultra liberista Ronald Regan. Con la motivazione che essendo gli immigrati degli imprenditori, sia pur sui generis, essi rappresentavano in nuce una forza nel futuro del suo partito. Come i dati elettorali di questi giorni, anzi di queste ore, tornano a confermare.

Guido Bolaffi

Direttore di WEST. Laureato con lode in Lettere e Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1969, consegue il diploma di specializzazione in Sociologia e Ricerca Sociale nel 1972. È ...

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