No italiano alle proposte di riorganizzazione di Frontex

Via libera al potenziamento di Frontex, ma senza il sì dell’Italia. Nei giorni scorsi infatti i 28 ambasciatori Ue, con il voto contrario di quelli italiano, spagnolo e sloveno, hanno confermato l'accordo informale a suo tempo raggiunto sul nuovo regolamento dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, tra i rappresentanti dell’Europarlamento e l’attuale presidenza rumena del Consiglio Ue. Punto centrale dell’intesa è l’aumento, per la gestione e il controllo delle frontiere esterne comuni, di 10mila operativi entro il 2027. Frontex avrà anche maggiori poteri in tema di rimpatri e coopererà in modo più stretto con i Paesi terzi, compresi quelli di origine e transito dei flussi migratori. ”D'ora in poi l'Agenzia avrà la piena capacità operativa e le competenze necessarie per dare un sostegno efficace e completo agli Stati membri”, ha commentato il commissario alla Migrazione, Dimitris Avramopolous. Sottolineando come la nuova Frontex rafforzata servirà anche a “preservare lo spazio Schengen”. L’intesa, che ha dunque ottenuto 25 sì, dovrà ora essere ratificata e adottata in via formale dal Consiglio e dal Parlamento. Il no italiano, già annunciato da mesi, è stato motivato con il fatto che le proposte di riorganizzazione di Frontex non rispecchiano la volontà espressa dal nostro governo per una più efficace lotta all’immigrazione clandestina, e rischiano di rappresentare soltanto un inutile sperpero di risorse.

Grazia De Vincenzis

Giornalista con 25 anni di attività nel mondo dell’informazione cartacea, digitale e radiofonica.

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