Obrador nei guai dopo l’accordo con Trump

Le contraddizioni del presidente Obrador, in tema di immigrazione, stanno precipitando il Messico nel caos. Soprattutto dopo che per evitare i dazi minacciati da Trump sull'export messicano il suo governo si è impegnato a bloccare le carovane di disperati centroamericani in marcia verso gli USA. Ma qualcosa non sta funzionando visto che Obrador da populista di sinistra aveva promesso di mettere l’accoglienza ed il rispetto dei diritti umani al centro del suo mandato presidenziale. Tanto è vero che dal momento della sua elezione, esattamente un anno fa, da Guatemala, Honduras e El Salvodar centinaia di migliaia di persone si sono messe in cammino per raggiungere il Messico e da lì tentare il grande salto verso gli Stati Uniti. Un flusso ininterrotto che ha spinto la Casa Bianca dapprima a blindare le frontiere meridionali e poi a brandire lo spauracchio dei dazi. Per assecondare l’ingombrante vicino del Norte, che non a caso è anche il principale mercato delle merci messicane, Obrador ha ceduto alle richieste (ricatto) di Trump. E così dismessi i panni del paladino dei diritti umani, ha a sua volta blindato i confini meridionali con il Guatemala e schierato su tutto il territorio nazionale 21mila uomini per contrastare l’immigrazione clandestina.

Ma il Messico non è gli Stati Uniti e allora come riportano i principali media americani, nel sud del Paese la situazione si sta facendo esplosiva. E la violenza dilaga. Rapimenti, arresti e deportazioni illegali sono ormai all'ordine del giorno. Negli ultimi mesi almeno 75mila immigrati sono stati respinti in Guatemala. Secondo l’accordo siglato a Washington all'inizio di giugno, il Messico avrebbe dovuto inviare a presidiare il confine meridionale 6mila uomini della nascente Guardia nazionale. Ma nonostante le rassicurazioni del governo, ancora oggi le forze impegnate sul campo sono meno della metà. E dato ancora più significativo è che la maggior parte di esse non sono nuove reclute ma vecchi agenti della polizia federale o militari dell’esercito che portano sul braccio una fascia con le lettere GN per indicare che sono delegati della Guardia nazionale. Tuttavia il giro di vite, nonostante la confusione organizzativa, ha prodotto un calo degli arrivi dal Guatemala. Ma come riportano le testimonianze raccolte al confine, sia gli immigrati sia i trafficanti di uomini stanno solo aspettando che le acque si calmino. Infatti sono in molti a scommettere che da qui alle prossime settimane tutto ritornerà come prima.