Passati di moda il sacerdote e il sindaco ora ci si sposa via Skype

Il matrimonio celebrato via Skype tra un’italiana e uno straniero è valido anche nella nostra Penisola. La Corte di Cassazione, infatti, ha rigettato la richiesta di dichiarare illegittime le nozze avvenute in Pakistan tra un cittadino di questo Paese e una nostra connazionale che aveva detto "sì", non di persona, ma per via telematica. La vicenda è finita in Tribunale perché l'ufficiale dello stato civile del Comune di San Giovanni in Persiceto si era rifiutato di trascrivere l'atto perché le modalità di celebrazione erano da considerarsi contrarie al nostro ordinamento. Di parere opposto i Supremi Giudici. Che hanno, invece, fatto presente che per provare il libero e consapevole consenso da parte degli sposi a diventare marito e moglie non è necessaria la loro contestuale presenza davanti all’officiante. In conclusione, se questo tipo di unione è ammessa dalla legge dello Stato dove il rito viene compiuto, deve esserlo anche per il nostro ordinamento.

In allegato:
  • Corte di Cassazione, Sentenza n. 15343 - 2016
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