Per combattere i clandestini adesso si ricorre al Dna

Negli USA la lotta all’immigrazione clandestina si arricchisce di un nuovo inquietante capitolo: la schedatura genetica. L’amministrazione Trump, secondo quanto scrive il New York Times [1]sta, infatti, preparando un piano per la raccolta e la catalogazione del Dna di centinaia di migliaia di immigrati che ogni anno passano per le carceri federali americane. Il programma allo studio del Dipartimento per la Sicurezza nazionale, in collaborazione con il Dipartimento di Giustizia, arriva a compimento della lunga battaglia ingaggiata dalla Casa Bianca contro i clandestini. Dopo l’exploit di arresti ed espulsioni, nel tentativo di fermare i disperati del Centroamerica che spingono al confine meridionale, arriva ora l’identificazione genetica di tutti gli immigrati irregolari. Agli agenti dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) il compito di procedere allo screening di massa finalizzato alla creazione di una banca dati federale. Già oggi nel Codis dell’Fbi finisce il Dna dei bambini e degli adulti fermati dalla polizia utile a stabilire il loro rapporto familiare.

Con il nuovo programma, invece, verranno sottoposti a schedatura genetica tutti gli oltre 40mila clandestini attualmente in custodia. Funzionari del Dipartimento di Giustizia hanno affermato che si tratta solo dell’estensione di una legge del 2005 che consente di raccogliere informazioni biometriche di diversi gruppi di persone, tanto più se si tratta di criminali e immigrati illegali. Una Legge che a dire il vero era stata a suo tempo sospesa dal presidente Obama. Quando un memorandum dell’allora segretario alla Sicurezza nazionale Janet Napolitano, limitò questa pratica ai soli detenuti per gravi reati penali. La nuova iniziativa della Casa Bianca ha scatenato le proteste dell’American Civil Liberties Union, che ha denunciato come la raccolta forzata del Dna sollevi gravi problemi di privacy, oltre a trasformare un valido strumento per le indagini giudiziarie in un immenso database per la sorveglianza della popolazione. Accuse che però sembrano non scalfire la determinazione dell’amministrazione Trump secondo la quale questa nuova tecnica aiuta giudici e poliziotti a stabilire con certezza l’identità di immigrati responsabili di gravi crimini.