Adesso è dalla Tunisia che arrivano i problemi dell’immigrazione

La frontiera euro-mediterranea è un colabrodo. Mentre crollano gli arrivi di immigrati dalla Libia, aumentano quelli dall’Algeria e dalla Tunisia. Rispetto all’anno scorso i primi sono raddoppiati (706 contro 1.463), i secondi quintuplicati (574 contro i 2.700).

E’ vero che a livello complessivo gli sbarchi nelle nostre coste sono in calo (106 mila dall’inizio del 2017 contro 133 mila nello stesso periodo del 2016), ma il ritorno dei tunisini e degli algerini in Italia, sia pur con numeri ancora bassi, è poco confortante. Per almeno due ragioni.

La prima: rischia di polverizzare gli enormi sforzi, fino a oggi fruttuosi, del governo italiano per bloccare il boom di partenze dall’ex Regno di Gheddafi. E’ facile immaginare, infatti, che sul medio-lungo periodo i trafficanti di esseri umani possano dirottare i loro potenziali clienti dalle coste libiche a quelle tunisine. Costringendo il nostro paese a scendere a patti con Tunisi per fermare i trafficker. Una sorta di maledizione di Sisifo che obbligherebbe l’Italia a mettere una pezza a destra e a manca del Mediterraneo assecondando i capricci dei governanti di turno per combattere la criminalità organizzata capace di far business laddove c’è spazio.

Un circolo vizioso alimentato e prodotto dall’UE, vero grande convitato di pietra nella durissima partita che si gioca, ormai da anni, nello scacchiere euro-mediterraneo. L’assenteismo di Bruxelles in quella che è la frontiera più calda dell’immigrazione internazionale, oggi pesa come un macigno sull’Italia, domani anche sul resto del Vecchio Continente. Perché, qui la seconda ragione, gli arrivi a getto continuo nelle coste italiane, per lo più di immigrati economici, che andrebbero ma non vengono mai rimpatriati, ingrossa, prima a Roma poi nel resto dell’Europa, le fila di quell’esercito di invisibili (senza documenti con un foglio di via in tasca) che è un formidabile bacino di manodopera in nero quando va bene, illegale, quando va male.

Giuseppe Terranova

Vice-direttore di West. Docente di Storia e Istituzioni dell'Africa, Geopolitica e Geoeconomia all'Università Niccolò Cusano di Roma. Insegna nei Master in Governo dei flussi migratori e African Studies della Link ...

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