Welfare senza parità

È discriminatorio e contrario al diritto comunitario il bando della Provincia di Sondrio relativo all’assegnazione di alloggi a canone agevolato che stabilisce una corsia preferenziale per gli studenti universitari residenti da almeno 5 anni nella Provincia. Questo è il parere della Commissione europea che ha avviato una procedura preliminare di infrazione, chiedendo alle autorità italiane di intervenire, entro 2 mesi, per modificare le disposizioni del bando. In base alla normativa Ue, infatti, non è legittima una corsia preferenziale per l’accesso ai servizi e alle prestazioni sociali basata sul criterio del tempo di residenza. Da sottolineare che su questa materia era intervenuto, qualche giorno fa, il Tribunale di Udine quando, accogliendo il ricorso di un rumeno a cui era stato negato il bonus bebè perché residente in Italia da meno di 10 anni, ha stabilito che una tale norma è contraria al diritto comunitario. In particolare per quanto riguarda la violazione del principio della libera circolazione e della parità di trattamento tra gli italiani e gli altri cittadini comunitari.

Il Governo italiano ha 60 giorni per presentare le sue controdeduzioni  al parere dell’Esecutivo di Bruxelles. In mancanza di una risposta soddisfacente, la Commissione ricorrerà alla Corte di Giustizia europea.

Europa delle patrie

Secondo l’ultimissimo rapporto Eurostat sono 696mila gli stranieri che nel 2008 hanno acquisito la nazionalità di uno dei 27 paesi dell’UE, con una leggera flessione rispetto ai 707mila del 2007, eccezion fatta per la Francia. La stragrande maggioranza dei richiedenti proviene da paesi terzi, Africa in testa (il 27%). Seguono quelli europei non UE (22%), l’Asia (19%) e l’America del Sud (17%). Da notare che solo l’8% degli stranieri interessati dal provvedimento possedeva già la cittadinanza di uno stato dell’Unione.
Sono Francia, Germania e Regno Unito, per un totale che sfiora il 50%, le nazioni con il numero più alto di cittadinanze concesse. L’Italia, con le sue 45mila naturalizzazioni,  occupa un posto di media classifica, vicina a Belgio e Svezia,  e ancor più indietro rispetto alla Spagna. In termini assoluti è comunque la Francia, con 137mila richieste accolte, il paese numero uno. Mentre in termini relativi il primato è della Svezia con 3,3 cittadinanze concesse ogni mille abitanti. Agli ultimi posti Repubblica Ceca, Lituania e Slovacchia. Maglia nera alla Polonia.

In allegato:
  • Eurostat - Press Release
  • Parità senza riserva

    Non è legittimo stabilire una corsia preferenziale per l’accesso ai servizi e alle prestazioni sociali in base al tempo di residenza sul territorio nazionale. E’ quanto stabilito dal Tribunale di Udine accogliendo il ricorso di un rumeno che si era visto negare il bonus bebé perché residente nel nostro Paese da meno di 10 anni, come previsto dall'art. 8 bis della legge regionale del Friuli-Venezia Giulia n. 11/2006. Il Giudice, come già stabilito dalla Commissione europea, ha fatto presente che fissare il requisito di anzianità di residenza per ottenere l’assegno di natalità, è contrario al diritto comunitario. Costituirebbe, infatti, oltre alla violazione dei principi della libera circolazione e della parità di trattamento, una discriminante tra gli italiani e i cittadini degli altri paesi UE.

    Leggi anche l'ordinanza del 15.11.2010

    In allegato:
  • Tribunale di Udine - Ordinanza n. 530 - 2010
  • Il Bel Paese del trafficking

    Per il traffico degli esseri umani la crisi non esiste. A livello mondiale si calcola che ne siano vittime non meno di 2 milioni e mezzo tra adulti e minori. In particolare le donne sfruttate a scopo  sessuale. In Europa sono almeno 140 mila con un giro d’affari per i loro “padroni” di 3 miliardi di dollari l’anno. In Italia, si legge nell’ultimo rapporto delle Nazioni Unite sulla criminalità internazionale, il mercato della prostituzione forzata coinvolge soprattutto le ragazze provenienti dai Paesi dell’est balcanico, Serbia e Montenegro,  e dell’ex Unione Sovietica: Romania, Bulgaria, Ucraina, Federazione Russa e Repubblica Moldava. In significativa crescita anche quelle provenienti dal sud America ed in particolare i transessuali. I loro boss? In genere connazionali maschi. Come già capitato per altri promettenti settori di mercato, anche quello della tratta non è sfuggito agli interessati occhi a mandorla della mafia cinese. Al punto che nel 2008 proprio il gruppo made in China è risultato il più numeroso tra quelli coinvolti nel nostro Paese nella tratta degli esseri umani a fini di sfruttamento sessuale
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    In allegato:
  • UNODC The Globalization of Crime 2010
  • In Inghilterra gli imprenditori sono immigrati

    I turchi si dedicano alla sartoria, gli albanesi alle pulizie, i polacchi e gli iraniani all’odontoiatria.  Gli srilankesi alla benzina, i serbi e i croati all’architettura. Agli italiani, la ristorazione. I commercianti provengono, invece, dalla via della seta.
    Nella galassia delle imprese del Regno Unito lo spirito imprenditoriale degli immigrati supera, in proporzione alla popolazione, quello di inglesi, scozzesi e gallesi ed è fondamentale per l'economia del paese. Il dato, assai significativo, emerge da una ricerca della società Experian che ha realizzato una banca dati con informazioni relative a quasi mezzo milione di imprenditori, analizzati da Richard Webber, professore associato di geografia al King's College di Londra.
    Secondo lo studio, misure restrittive negli ingressi potrebbero in futuro soffocare la crescita del paese e minare la dinamicità dell’economia, tenuto conto degli effetti positivi del lavoro autonomo immigrato. Negli ultimi mesi, come del resto accade in molti altri paesi europei, la linea dei principali partiti britannici in materia di immigrazione mira a una chiusura delle frontiere, per consentire l'accesso dai paesi terzi solo ai lavoratori stagionali, a seconda delle necessità del mercato interno. Col rischio di tagliare fuori quelli che non hanno qualifiche riconosciute, ma sono in possesso di quella naturale inclinazione da business man e di quella capacità di creare ricchezza che nessun titolo può attestare.

    In allegato:
  • The business sectors that attract migrant enterpreneurs
  • Tasso d'imprenditori per origine
  • La Spagna torna ad emigrare

    Nel 2009 il paese iberico ha registrato alle frontiere più uscite che ingressi. Un cambiamento di ampia portata ma non inatteso visti gli effetti  devastanti che la crisi economica ha prodotto nel mercato del lavoro spagnolo, portando la disoccupazione oltre il 20% e per gli under-25 al 41%. Ragioni che hanno spinto il Governo spagnolo a tagliare gli accordi per l’immigrazione stagionale con i paesi terzi che sono passati da 182 mila nel 2008 a 20 mila nel 2009. In parallelo, soprattutto tra i giovani, si sta facendo largo la preoccupazione per un futuro incerto e precario in patria, cosa che spinge molti a raggiungere l’esercito degli oltre 1,5 milioni connazionali già all’estero.

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