Nuove misure Ue anti-clandestini

Martedì 24 maggio, la Commissaria europea per gli affari interni, Cecilia Malmström, ha presentato un pacchetto di misure per contrastare l'immigrazione clandestina in Europa. Due gli elementi principali. Il primo riguarda la possibilità di reintrodurre rapidamente l'uso dei visti «in caso di improvvisi aumenti dei flussi migratori» da quei Paesi Terzi con cui l’UE ha concluso speciali partenariati per la liberalizzazione dei controlli alle frontiere: è il caso, ad esempio,  dell'Albania, della Macedonia e del Montenegro. A tale scopo  verrà emendato il regolamento CE n. 539/2001. Il secondo aspetto, invece, concerne la necessità di avviare una più forte cooperazione con gli stati del Nord Africa. Visto che, ha affermato Malmstrom, "l'Europa sarà sempre più dipendente dalla manodopera straniera e il potenziale offerto dalle nazioni del bacino del Mediterraneo dovrebbe essere sfruttato con benefici per entrambe le parti". A questo proposito, l’Esecutivo di Bruxelles ha già avviato i primissimi colloqui informali con i governi di Tunisi e del Cairo in vista dell’inizio dei negoziati.

In allegato:
  • European Commission, Press Release
  • European Commission, Press Release
  • La Carta dei servizi multilingue

    Uno strumento della strategia di comunicazione messa in atto per migliorare il rapporto con l’utenza all’insegna della trasparenza e della qualità: questo è la Carta dei servizi 2011 della Prefettura di Ferrara, disponibile in più lingue: italiano, inglese e francese. L’opuscolo fornisce tutte le indicazioni utili per orientarsi tra le prestazioni della Prefettura.

    In allegato:
  • Prefecture of Ferrara, Service charter, 2011 - Inglese
  • Préfecture de Ferrara, Carta dei servizi, 2011 - Francese
  • Prefettura di Ferrara, Carta dei Servizi, 2011 - Italiano
  • Il new food dell’economia

    Internet point cingalesi, kebab turchi, ristoranti cinesi. L'imprenditoria straniera rappresenta non solo un volano per l'economia del paese di accoglienza ma anche un mezzo di integrazione per  i nuovi arrivati. A confermarlo, l'ultimo rapporto Eurofund sulla promozione del cosiddetto ethnic business in Europa che costituisce una valida alternativa al lavoro dipendente e a quello in nero. Secondo i dati presentati oggi, nei Paesi dell'Europa orientale, Polonia e Slovacchia in primis, si registra la più elevata percentuale di imprese avviate da un migrante di prima generazione. La situazione cambia se si prendono in considerazione gli immigrati di seconda generazione: in questo caso, i numeri più elevati si riscontrano in Grecia, seguita da Italia, Spagna e Irlanda.

    In allegato:
  • Eurofund, Promoting ethnic entrepreneurship in European cities, 2011
  • Col burqa la società francese cambia volto

    Per troppi anni la Francia, grazie alla fictio del modello di integrazione assimilazionista, ha sistematicamente dissimulato le problematiche sociali derivanti dalla crescente presenza di immigrati.

    La volontà politica di non voler sapere nulla sulle appartenenze religiose, sulle origini etniche e razziali dei cittadini, in virtù dei principi repubblicani di uguaglianza e universalismo, ha contribuito così ad occultare un fenomeno che nella realtà quotidiana diventava sempre più difficile da nascondere. Si tratta, insomma, di quella che il maestro Demetrios Papademetriou ha definito la "politica dello struzzo".

    La svolta, quantomeno formale, è avvenuta sotto la presidenza di Jacques Chirac e del suo successore Nicolas Sarkozy. Nel 2003, infatti, la Commissione Stasi - incaricata di indagare il grado di applicazione del principio della laicità nella società francese - realizzò un rapporto a dir poco rivoluzionario. Per la prima volta nella storia repubblicana si affermava pubblicamente la presenza di "gravi discriminazioni" nei confronti dei cittadini di origine straniera. Allo stesso tempo, la Commissione propose un disegno di legge - poi approvato - che vietava nelle scuole pubbliche "i segni che manifestano un'appartenenza religiosa o politica", come ad esempio il velo. A distanza di pochi anni, per certi aspetti, la storia si ripete. Lo scorso giugno, infatti, il Presidente Sarkozy aveva nominato una Commissione di studio sulle conseguenze sociali derivanti dall'utilizzo del velo integrale, niqab o burqa, sul territorio nazionale. Il rapporto finale, pubblicato oggi, propone un disegno di legge che ne vieti l'utilizzo nei luoghi pubblici, in quanto "offende i valori nazionali".

    Parallelamente si raccomanda di introdurre vie alternative per l'integrazione in relazione alle esigenze delle diverse comunità allogene presenti nel paese. Come, ad esempio, la creazione di centri per lo studio dell'Islam oppure l'introduzione di feste religiose come l'Aid-El-Kebir o lo Yom Kippur. Insomma, la Commissione nominata da Sarkozy, proprio come quella del 2003, ha il merito di avere affrontato vis à vis i problemi esistenti, mettendo definitivamente in discussione il modello di integrazione repubblicano. Il punto, però, è un altro. E non riguarda certo soltanto la Francia. Come si fa a garantire i diritti previsti dalle democrazie liberali in una società multietnica? E' possibile immolare le libertà fondamentali sull'altare della laicità o della pubblica sicurezza? Difficile rispondere.

    Tant'è che nel rapporto di oggi la Commissione francese ribadisce che "non esiste unanimità sul divieto assoluto del velo integrale negli spazi pubblici". Si tratterebbe, infatti, di una grave violazione della libertà di opinione. Censurabile non solo dalla Corte costituzionale d'Oltralpe, ma persino dalla Corte Europea dei diritti dell'uomo.

    Strategia UE sui rom

    Nel corso dell'ultimo incontro straordinario del Consiglio dell' Unione Europea Occupazione e Politiche sociali (EPSCO) i ministri europei hanno adottato delle importanti conclusioni per migliorare la situazione dei Rom. In particolare, i rappresentanti degli stati membri hanno invitato i vari paesi ad elaborare strategie nazionali per raggiungere quattro obiettivi in materia di istruzione, occupazione, assistenza sanitaria e alloggi, grazie anche ad un' ottimizzazione dei fondi UE disponibili per progetti d'integrazione dei Rom.

    In allegato:
  • Council of the European Union – Press release
  • S.O.S. minori non accompagnati

    L’afflusso di immigrati in Italia a seguito delle rivolte nel vicino Nord Africa ha riportato sotto la luce dei riflettori un problema tanto taciuto quanto delicato. Quello dei minori stranieri non accompagnati. Per cercare di far fronte a questa emergenza, la Protezione civile ha diffuso le procedure straordinarie da mettere in atto per la loro accoglienza. Per prima cosa le Autorità di pubblica sicurezza devono procedere alla loro identificazione e, dopo averne accertato la minore età, devono provvedere a segnalarne la presenza al Soggetto attuatore, al Comitato per i minori stranieri, al Tribunale per i minorenni e al Giudice tutelare. Nel caso in cui non ci siano posti disponibili nei centri di accoglienza del distretto di appartenenza, si deve ricorrere alle cosiddette “strutture ponte”, dislocate su tutto il territorio nazionale, che si faranno carico in una prima fase della loro assistenza. Così da garantire, seppur temporaneamente ma tempestivamente, una sistemazione a questa speciale e vulnerabile categoria di immigrati. Visto che, anche se sono entrati illegalmente nel Paese, oltre a non poter essere espulsi, sono titolari di tutti i diritti garantiti dalla Convenzione Onu (New York, 1989).

    Maggiori informazioni sul sito del Ministero del welfare

    In allegato:
  • Presidenza del Consiglio dei Ministri, Decreto n. 2436 del 18 maggio 2011
  • Presidenza del Consiglio dei Ministri, Nuove procedure per il collocamento dei minori stranieri, 2011
  • Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ordinanza n. 3933 del 13 aprile 2011
  • Meno stranieri a Ferrara

    Nel 2009 i residenti stranieri sono aumentati di 2.552 unità (-575 rispetto al 2008). In rapporto al 2008, si nota il raddoppio del numero di ingressi per lavoro subordinato provenienti dalla Cina. Sono i dati che emergono dal rapporto 2010 dell’Osservatorio sull’immigrazione della provincia di Ferrara.

    In allegato:
  • Osservatorio sull’immigrazione della Provincia di Ferrara, Rapporto 2010 – Dati al 31/12/2009
  • Università. Aperte le preiscrizioni per gli extracomunitari

    L’università italiana apre le porte agli studenti extracomunitari residenti all’estero: da oggi infatti è possibile effettuare la domanda di preiscrizione ad un ateneo italiano. La richiesta deve essere inoltrata all’Ambasciata o al Consolato italiano presso il Paese di provenienza. Per maggiori informazioni visitare il sito Studiare in Italia.

    In allegato:
  • Dipartimento per l’Università, l’Alta Formazione artistica, musicale e coreutica e per la ricerca - Protocollo n. 602 del 18 maggio 2011, Norme per l’accesso degli studenti stranieri ai corsi universitari
  • Il prezzo dell’accoglienza

    € 100 mila al giorno è la spesa che la Regione Veneto deve sostenere per far fronte all’accoglienza di quasi 2.500 profughi. Il calcolo è stato fatto dalla Fondazione Leone Moressa che ha stimato in € 40 il costo per garantire  quotidianamente vitto, alloggio e assistenza sanitaria a ciascun straniero.

    In allegato:
  • Fondazione Leone Moressa - Comunicato stampa