1) Nuova prostituzione, vecchie normative

Un passo avanti, due indietro. Mentre, come ha ricordato Guido Bolaffi sulle colonne di questo giornale, il grande business del sesso on-line dilaga, dall’Irlanda giunge notizia che è in preparazione una nuova crociata contro la prostituzione. La tigre celtica, pur al centro di una delle più gravi catastrofi economiche della sua storia, ha infatti deciso che è giunto il momento di cambiare registro: passando dalla punizione dell’offerta a quella della domanda. In altri termini, gli osservati speciali saranno i clienti, non più le prostitute.

In questo modo le istituzioni e le autorità irlandesi sperano di contrastare in modo più efficace il fenomeno. Un radicale cambiamento di approccio alla questione, che già dal 1999 è stato applicato, con risultati contrastanti, in Svezia, e recentemente adottato anche dalle vicine Norvegia e Islanda. Un revirement nella lotta al mestiere più antico del mondo che ha aperto un dibattito animato, a livello mondiale, in merito all'effettiva efficacia di questo tipo di misura.

In ogni caso anche se l'Irlanda dovesse adeguarsi al controverso modello svedese, si tratterebbe di un’eccezione in un'Europa quantomai divisa rispetto ai provvedimenti da adottare per regolamentare, gestire e combattere una pratica tanto antica quanto indecifrabile.

Nell'Unione, infatti,le norme vigenti in materia di prostituzione risultano a dir poco frammentate ed eterogenee. Mentre il mercato del sesso si fa sempre più eclettico, sfuggente e delocalizzato, difficilissimo da definire e quindi da regolamentare. Un business potente che in misura sempre maggiore si avvale di mezzi innovativi e metodi inediti e che non può essere combattuto con sistemi normativi e legislativi lacunosi, incapaci di adattarsi all’evoluzione di una realtà inafferrabile perché mobile ed estremamente versatile.

Molti casi, fra cui il clamoroso, imminente lancio del sito web francese loueunepetiteamie.com (letteralmente affittaunaragazza.com) non è che il più recente, testimoniano l'inadeguatezza culturale e operativa delle istituzioni nazionali e comunitarie preposte, nel comprendere la reale entità del fenomeno. Fallimenti in parte dovuti al fatto che la legislazione in materia in Europa é competenza degli Stati membri e come accade per molte altre materie in cui la sovranità nazionale ha la meglio sul diritto comunitario, l'Unione riflette la propria originaria eterogeneità.

I modelli prevalenti nel Vecchio Continente sono sostanzialmente 3: in un ridotto numero di ordinamenti la prostituzione è legale e regolamentata per legge (Modello regolamentarista). In Germania ad esempio la prostituzione è legale purché le prostitute paghino le tasse e si sottopongano a regolari visite mediche, alla stessa stregua della Grecia dove le case chiuse sono autorizzate. Anche in Spagna la prostituzione è legalizzata. Alcuni ordinamenti come quello italiano e danese adottano, invece, il cosiddetto Modello proibizionista. Altri ancora non proibiscono la prostituzione in quanto tale, ma vietano tutte le attività tipicamente associate ad essa, quali l'adescamento, lo sfruttamento, il reclutamento e favoreggiamento (Modello abolizionista). In Inghilterra la prostituzione non è proibita, ma sono coloro che abbordano le prostitute per strada a commettere un reato, esattamente come in Svezia. Ricevere prestazioni sessuali dietro pagamento è infatti legale nella gran parte dei Paesi europei.

Nella prossima puntata di questa inchiesta approfondiremo le polemiche suscitate dal modello scandinavo, i risultati, nonché i presunti vantaggi e svantaggi di questo approccio "innovativo".

Istruzioni per il test di italiano

Il Ministero dell’istruzione italiano ha pubblicato un vademecum con le indicazioni tecnico-operative generali per la preparazione del test di lingua, propedeutico al rilascio del permesso comunitario per soggiornanti di lungo periodo.

In allegato:
  • Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca - VADEMECUM (ai sensi della nota n 8571 del 16 Dicembre 2010 del Ministero dell’interno) Indicazioni tecnico-operative per la definizione dei contenuti delle prove che compongono il test, criteri di assegnazione del punteggio e durata del test, 2011
  • Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca - ESEMPIO DI TEST DI CONOSCENZA DELLA LINGUA ITALIANA, 2011
  • Norme comuni per l’acquisto

    La Corte di Giustizia Ue ha accolto il ricorso della Commissione di Bruxelles contro la normativa greca che limita l’esenzione dall’imposta sull’acquisto della prima casa ai soli cittadini di nazionalità ellenica o agli europei residenti di lungo periodo. Secondo i giudici comunitari, infatti, la legge opera una distinzione fondata sul criterio della cittadinanza e pertanto rappresenta una discriminazione diretta vietata dai trattati dell’Unione. Questo tipo di disposizioni, inoltre, costituendo un reale e concreto disincentivo nei confronti dei non residenti che vogliono comprare la loro prima abitazione in Grecia, rappresenta un ostacolo alla libera circolazione ed alla libertà di stabilimento.

    In allegato:
  • SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione) 20 gennaio 2011, Causa C-155/09
  • Risarcimento senza cittadinanza

    In Italia, i familiari di un immigrato, vittima di un incidente stradale, hanno gli stessi diritti al risarcimento dei nazionali. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso di una donna albanese contro una compagnia assicurativa che aveva respinto la sua richiesta di risarcimento per aver perso il figlio in un incidente stradale, lamentando la mancanza della condizione di reciprocità con il paese d’origine. Ossia, senza dimostrare che in Albania è garantito lo stesso trattamento ai cittadini italiani. I Supremi Giudici hanno spiegato che la lesione di un diritto inviolabile della persona va risarcita a prescindere dalla condizione di reciprocità. E non solo. Ai parenti delle vittime spettano i danni anche se al momento dell’incidente si trovano all’estero. Si tratta di una sentenza innovativa, visto che, in questo modo, uno straniero, anche extracomunitario, può far valere la propria azione risarcitoria, non solo contro chi ha procurato il danno ma anche nei confronti dell’assicuratore o del fondo di garanzia per le vittime della strada.

    In allegato:
  • Corte di Cassazione, Sentenza n. 450 - 2011
  • L’etnomatematica

    Che le classi italiane stiano diventando sempre più multietniche è ormai noto. Poco conosciuto, invece, è il ruolo della matematica come strumento di integrazione e scambio interculturale. Per tale motivo sono stati realizzati due volumi a supporto dei docenti nell’insegnamento di questa materia agli studenti stranieri. Nel primo, dal titolo “Numeri e culture”, vengono prese in esame le culture matematiche dei Paesi arabi, della Cina, dell’Europa orientale, delle Filippine, dell’India e di alcune regioni africane, analizzando, in particolare, le modalità di rappresentazione dei numeri naturali. Mentre, nel secondo, “Cinesi, scuola e matematica”, viene prestata attenzione alla letteratura matematica degli orientali, anche alla luce delle loro note abilità in questa disciplina. L’idea, del prof. Giovanni Giuseppe Nicosia, nasce dal fatto che molti figli di genitori immigrati si trovano spesso a dover fare i conti a scuola con sistemi di numerazione differenti da quelli che usano normalmente nella vita sociale e familiare di tutti i giorni.

    In allegato:
  • Giovanni Giuseppe Nicosia - Cinesi, scuola e matematica, 2010
  • Giovanni Giuseppe Nicosia - Numeri e culture, 2008
  • Agenda sociale 2011

    Lotta alla povertà, politiche a sostegno delle famiglie e programmi per l’integrazione delle comunità Rom: questi i capitoli centrali dell’agenda sociale del primo semestre 2011 selezionati dall’Ungheria per il suo turno di presidenza UE. Scelte che le autorità magiare hanno deciso di riassumere con lo slogan: “più attenzione al fattore umano”. Formula che nel caso della spinosa e controversa questione dei Rom e di altre minoranze etniche si tradurrà, fin da subito, in un innovativo approccio basato su interventi di tipo multisettoriali e trasversali per consentirne l’accorpamento a pieno titolo nella strategia europea 2020. A questo scopo è stata prevista, per l’aprile 2011, la messa a disposizione di tutti i governi nazionali di un documento di linee guida. In continuità con l’uscente presidenza belga, l’Ungheria intende inoltre appuntare il proprio sguardo sulla povertà e l’esclusione sociale, soprattutto per quanto riguarda i minori. A partire dal grave fenomeno della dispersione scolastica. Per quanto riguarda le politiche familiari la nuova presidenza intende lavorare al consolidamento dei risultati fin qui conseguiti per spezzare il circolo vizioso tra crisi  demografica e depressione economica. Sarà dato, infine, nuovo e maggiore spazio alla società civile garantendo il massimo possibile di finanziamenti ai programmi dell’anno europeo per il volontariato.

    No ai giocatori di serie B

    E’ legittimo tesserare un calciatore immigrato, già residente in Italia, al campionato nazionale di serie B. E’ quanto ha stabilito il Tribunale di Varese, che ha accolto il ricorso promosso da un giocatore bosniaco, nel nostro Paese dal 2006, contro il regolamento della FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio). In base al quale, mentre per la serie A viene fissato un limite al numero degli ingressi di calciatori non comunitari, per la serie B è fatto divieto assoluto di tesseramento di tutti i giocatori di nazionalità extra UE, fatta eccezione per quelli svizzeri. Un principio che i Giudici varesini hanno ritenuto discriminatorio in base al fatto che, se è legittimo stabilire norme speciali in materia di attività sportiva professionistica per quanto riguarda i nuovi ingressi, ciò non vale nel caso di coloro già residenti sul territorio nazionale. Per la semplice ragione che ciò violerebbe il principio di parità di trattamento in materia di accesso al mercato del lavoro.

    In allegato:
  • Tribunale di Varese, Ordinanza n. 5105 - 2010