Schengen val bene una Messa

"Ni”. È questa in estrema sintesi la risposta della Commissione Europea alla lettera congiunta sull’emergenza immigrazione inviata lo scorso 26 aprile dal premier Silvio Berlusconi e dal Presidente francese Nicolas Sarkozy. Le richieste franco-italiane erano sostanzialmente due: modificare gli accordi di Schengen e rafforzare i meccanismi di solidarietà tra gli stati membri in caso di afflusso massiccio di migranti. Sul primo punto la Commissaria agli Affari Interni, Cecilia Malstrom, ha affermato a chiare lettere che la creazione di un’Europa senza frontiere è uno dei pilastri fondamentali dell’UE. Di conseguenza una sua eventuale modifica va soppesata con estrema cautela. Ecco perché la Commissione è contraria a ogni tipo di decisione unilaterale dei singoli Stati e propone la nascita di un meccanismo di valutazione (caso per caso) con la partecipazione di esperti nazionali e di FRONTEX. Un sistema, ancora dai contorni incerti, che verrà applicato esclusivamente in casi di “grave emergenza”. Un’eventualità che, secondo Malstrom, non si attaglia a quanto accade oggi a Lampedusa. Visto che la “percentuale di profughi giunti nell’isola italiana è del tutto minoritaria rispetto agli immigrati economici”. Quanto al secondo aspetto, quello della solidarietà, Bruxelles ammette che certamente è auspicabile, ma allo stesso tempo “che non la si può imporre”. Per avere maggiori dettagli, bisognerà aspettare il consiglio straordinario dei ministri dell’interno europei del prossimo 12 maggio.

In allegato:
  • Commissione Europea, COM(2011) 248
  • La discriminazione non conosce crisi

    In Francia, l’Haute autorité de lutte contre les discriminations et pour l’égalité (HALDE), che dal prossimo giugno verrà sostituita dal Défenseur des droits, ha presentato l’ultimo bilancio della sua attività. Dal quale emerge che nel 2010 l’Halde ha ricevuto 12.467 denuncie da parte dei cittadini d’Oltralpe: +18% rispetto al 2009. Più di 1 ricorso su 4 riguarda discriminazioni in base all’origine etnica, seguono quelle legate alla disabilità (19%) e all’età (6%) del ricorrente. Tuttavia, la vera novità è che, per la prima volta, le querele sporte da donne rappresentano quasi la metà del totale, mentre in passato erano a dir poco esigue. A conferma che il gentil sesso ha finalmente preso coscienza dei propri diritti e mostra una straordinaria voglia di riscatto. Tant’è che nel rapporto si legge: “se negli scorsi anni la maggioranza delle denunce relative ad una discriminazione sulla base del sesso erano presentate da uomini, nel 2010 quelle ad opera delle donne sono più del 70%”.

    In allegato:
  • HALDE, Rapport annuel HALDE 2010
  • Il mutuo prima casa parla straniero

    In Italia gli immigrati che vogliono acquistare la prima casa chiedono, in media, € 132 mila di mutuo. Lo rivela un’indagine realizzata da Mutui.it, secondo la quale, negli ultimi mesi, l’11,04% delle richieste di prestiti è arrivato da cittadini stranieri. Rumeni in testa (32,48%), seguiti, seppur con una percentuale molto più bassa, dagli albanesi (5,73%).

    In Emilia Romagna sempre più stranieri diventano italiani

    Nel 2009 sono stati 7.212 gli stranieri residenti in Emilia Romagna che hanno acquisito la cittadinanza italiana: +6.060 rispetto al 2002. Sono i dati dell’undicesimo rapporto pubblicato dall’osservatorio regionale sul fenomeno migratorio.


    In allegato:
  • Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio, L’immigrazione straniera in Emilia-Romagna. Dati al 2009
  • L’immigrato sconta la pena a casa sua

    A partire dallo scorso 1 maggio, il Belgio potrà rimpatriare i detenuti di nazionalità marocchina che sconteranno così nel proprio paese la loro condanna. Ciò in base alla ratifica da parte del Parlamento di Rabat di un accordo firmato con Bruxelles nel 2007. Il provvedimento in questione è, in realtà, un protocollo addizionale che puntualizza e modifica alcune clausole di un'intesa bilaterale risalente al 1997. Che subordinava il trasferimento all'assenso dei detenuti.  Un vincolo che, di fatto, ne aveva vanificato l'uso visto che a dire si erano state solo poche decine di detenuti. Da oggi , invece, nel caso in cui la condannata preveda anche l'espulsione, il rimpatrio è automatico ed obbligatorio. Al momento è però difficile calcolare quanti saranno, dei circa 1100 immigrati del paese magrebini presenti nelle carceri belghe, quelli interessati dal provvedimento. C'è da tenere presente, infatti, che ne sono esclusi quelli  nati in Belgio o che vi si sono trasferiti prima dei 12 anni di età, i rifugiati, i residenti di lungo periodo (almeno 5 anni di residenza ininterrotta), i coniugati con cittadini belgi, i padri/madri di famiglia, i figli di residenti di lungo periodo e i malati gravi. Senza dimenticare che il Belgio, a differenza di altri stati europei, non prevede l'espulsione come pena accessoria per i reati penali commessi da stranieri, salvo che nei casi di grave minaccia per l'ordine pubblico e la sicurezza nazionale.

    In allegato:
  • Moniteur belge - Publication conforme aux articles 472 à 478 de la loi-programme du 24 décembre 2002, modifiés par les articles 4 à 8 de la loi portant des dispositions diverses du 20 juillet 2005
  • Come si diventa italiani a 18 anni

    Sono oltre 500 i figli di genitori immigrati nati in Emilia-Romagna che quest’anno compiono 18 anni. Un numero destinato a salire se si considera che i bambini di origine straniera venuti al mondo in questa Regione negli ultimi anni sono più di un quinto del totale. La maggiore età rappresenta per loro un traguardo importante perché finalmente potranno richiedere la cittadinanza italiana come previsto dall’art.4 della legge 91 del 5 febbraio 1992. Al fine di sensibilizzare questa particolare categoria di giovani sui loro diritti ed aiutarli in questo fondamentale stadio della vita, la Regione ha predisposto una serie di iniziative tra cui la diffusione nelle scuole di “18 Ius soli”, un film-documentario realizzato da un regista italo-ghanese, nato e cresciuto a Bologna. Inoltre, l’ANCI ha già predisposto una lettera da inviare ai sindaci per invitarli ad adottare tutte le misure necessarie per informare adeguatamente le seconde generazioni sulle modalità per la richiesta della cittadinanza.

    In allegato:
  • ANCI Emilia Romagna, Lettera ai Sindaci dei Comuni della Emilia-Romagna – aprile 2011