Pace UE-Francia sui Rom

Commissione Europea e Francia chiudono il braccio di ferro sulle espulsioni dei Rom. L’Esecutivo comunitario si è detto infatti soddisfatto degli impegni presi dal governo Sarkozy, con la nota inviata a Bruxelles lo scorso 15 ottobre, in merito alla piena attuazione alla direttiva sulla libera circolazione. Una soluzione che blocca l’avvio della procedura di infrazione minacciata nei confronti di Parigi. E’ quanto ha affermato la Commissaria alla Giustizia Viviane Reading che, appena un mese fa, aveva con veemenza messo in dubbio la liceità del programma di espulsioni dei cittadini di etnia Rom attuato dalla Francia l’estate scorsa. Formalizzando una prima diffida contro l’Eliseo per mancata applicazione della direttiva su citata.

Direttiva antitratta, tirata d’orecchie ai 27

La direttiva UE contro la tratta di esseri umani, in vigore dal 2004, pena ancora a trovare corretta applicazione negli stati membri. Lo denuncia a chiare lettere un rapportodella Commissione europea diffuso lunedì 18 ottobre nel corso dei lavori della  V° Conferenza europea sull’anti-trafficking. I rilievi  dell’Esecutivo di Bruxelles partono dai numeri. Com’è noto la normativa prevede che alle vittime provenienti dai Paesi terzi venga rilasciato un titolo di soggiorno. Sta di fatto che dalle amministrazioni nazionali ne vengono concessi, in media, non più di un centinaio l’anno. Un numero ben al di sotto dei 2mila potenziali beneficiari individuati nello stesso periodo. Con l’aggravante che per paesi come Spagna, Romania o Slovacchia non esistono dati al riguardo. Altra criticità riscontrata: l’informazione. Lacunosa se non addirittura inesistente, come nel caso di Lettonia e Austria. Ma la lista degli omissis continua per tredici dense pagine, spaziando dalla mancanza di assistenza medica a quella, obbligata per legge, di facilitatori di lingua madre. Nulla, però, spiega meglio la severità del monito del documento della Commissione del fatto che nel 2006, allo scadere della data fissata per la trasposizione della direttiva nei singoli ordinamenti nazionali, solo 14 Paesi su 27 risultavano averlo fatto.

In allegato:
  • Commissione Europea - Direttiva N°2004/81
  • Marcia indietro contro la discriminazione

    Il Comune di Rodengo Saiano (Brescia) torna sui suoi passi per quanto riguarda il diritto ad avere i contributi per la scuola. Infatti, ha modificato una precedente decisione, eliminando la riserva di borse di studio per l’anno 2010/2011 solo agli  studenti con cittadinanza italiana. Un ripensamento che non è la prima volta che avviene. Già in passato altre Amministrazioni locali sono state costrette ad abrogare norme di questo tipo perché discriminatorie. Vale la pena di ricordare un’ordinanza del Tribunale di Bergamo, secondo la quale non era lecito escludere i cittadini stranieri dal contributo di disoccupazione e la decisione del Collegio di Milano che condannava il Comune di Tradate ad eliminare la norma che subordinava l’assegno di natalità solo ai figli di genitori italiani. Nel caso del Comune di Rodengo Saiano, comunque, la novità è rappresentata dal fatto che la decisione è avvenuta all’indomani di una nota dell’ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione) e prima che  fosse avviata un’azione giudiziaria a suo carico.

    In allegato:
  • Comune di Rodengo Saiano - Determinazione N°549
  • Rom, la Francia risponde all’UE

    A poche ore dalla scadenza fissata per la mezzanotte di venerdì 15 ottobre, la Francia ha fatto recapitare alla Commissione Europea una nota di risposta alla minaccia di infrazione per mancato rispetto della direttiva sulla libera circolazione. Sul contenuto del documento, come sulla valutazione dell’Esecutivo di Bruxelles, vige ancora massimo riserbo. Ma le dichiarazioni rese nei giorni scorsi dal Ministro dell’Immigrazione transalpino Eric Besson e dallo stesso presidente Sarkozy lasciano presagire un segno di distensione. In pratica, la promessa di allineare il diritto francese a quello europeo. La querelle, come forse si ricorderà, è legata al programma di rimpatri di cittadini Rom lanciato l’estate scorsa dal governo francese e contestato dal Commissario Reading. La Commissione in quell’occasione aveva rinunciato ad aprire una procedura di infrazione per discriminazione etnica, optando per una “richiesta di spiegazioni”.

    Circolazione poco “libera”

    Controlli alla frontiere non segnalati, infrastrutture doganali mai smantellate, ricorso massiccio alle clausole d’eccezione. Secondo la Commissione Europea l’applicazione del codice Schengen, a quattro anni dalla sua entrata in vigore, presenta ancora molteplici criticità. In una relazione resa nota lo scorso 14 ottobre, l’Esecutivo di Bruxelles fa capire  senza molti giri di parole che le regole sulla libera circolazione nell’UE non sono rispettati da parecchi governi.  Come dimostrano le numerose denunce di molti cittadini sottoposti a sistematici controlli di polizia in alcune aree di confine. Verifiche di cui la Commissione non viene quasi mai informata dalle autorità responsabili. Con l’aggravante rappresentata dal fatto che le vecchie strutture doganali di frontiera, un tempo utilizzate per rallentare il traffico, oggi finiscono per essere solo un inutile, fastidioso  ostacolo. Ultimo capitolo quello dello “stato di eccezione” che in base ai regolamenti in vigore consente alle amministrazioni nazionali, in determinate circostanze, di ripristinare temporaneamente i controlli di frontiera. Una misura utilizzata più volte da ben 13 paesi.

    In allegato:
  • Commissione Europea - Regulation n°562/06
  • La diversità tra i banchi di scuola

    Nuovi tipi di relazioni sociali stanno nascendo sui banchi di scuola (convitti, centri di formazione professionale, istituti e comunità residenziali) che  accolgono sempre più un’utenza multietnica. Negli istituti superiori la nuova popolazione scolastica è per lo più composta da allievi nati all’estero con background lontani mille miglia l’uno dall’altro. Mentre nelle scuole che accolgono i più piccoli – quelle dell’obbligo, asili, servizi per l’infanzia ecc. - è molto più alta la probabilità che gli alunni siano figli di immigrati nati in Italia. Quella seconda generazione in nuce che vive la cultura dei genitori e può ottenere la cittadinanza italiana, su richiesta, solo al compimento del 18° anno di età. Nuovi, vecchi e futuri cittadini sono impegnati negli anni della loro formazione in un’esperienza di convivenza unica e oltremodo “storica”, che segna cioè una fase irripetibile della storia del nostro Paese, da soli due/tre decenni divenuto meta di immigrazione. Come si prepara il “tessuto sociale” che darà luogo, nel volgere di uno/due decenni, alla società multietnica e multiculturale? Quali ostacoli rallentano il difficile percorso dell’interculturalità? Quali strategie vengono elaborate per superarli? A queste domande intende rispondere un’indagine della Regione Lombardia (Osservatorio Regionale per l’Integrazione e la Multietnicità, ORIM-Gruppo scuola) che punta a sviluppare analisi in situazione nelle scuole/centri formativi lombardi con maggiore affluenza e concentrazione di allievi stranieri. La prima fase dell’indagine, che riguarda il versante degli adulti (docenti, dirigenti e tutor), ha permesso di verificare che nei segmenti secondari (scuole medie e superiori) si soffre della mancanza di strategie didattiche consolidate, che potrebbero offrire all’insegnante maggiore sicurezza e diminuire l’ansia e il disagio dovuti ai nuovi rapporti. Si sente inoltre il peso dell’incomunicabilità con le famiglie straniere. I rapporti tra i ragazzi tendono invece a migliorare con il crescere dell’età e dell’abitudine a confrontarsi, mentre l’aiuto diretto offerto ai giovani immigrati (es. piani di studio personalizzati, testi facilitati, supporti nello studio pomeridiano) genera nei coetanei italiani un senso di fastidio, che li fa sentire de-privilegiati. Anche fra i genitori, oltre alle manifestazioni di vicinanza e mutuo-aiuto che pure esistono specialmente tra i rappresentanti di istituto, si nota l’instaurarsi di barriere sociali che portano, da un lato, gli stranieri a isolarsi in gruppi di vicinato monoetnici (rivendicando talvolta il “diritto ad estraniarsi” dalle questioni scolastiche), dall’altro, gli autoctoni a rivendicare un accesso privilegiato (quando non esclusivo) ai servizi scolastici più per timore di perdere diritti acquisiti che non per volontà di sopraffazione. Lo stato della convivenza interetnica è comunque in costante evoluzione e richiede un monitoraggio capillare e vigile nei prossimi due/tre anni. A tale scopo l’indagine dell’ORIM-Gruppo scuola della Lombardia è ancora in corso. Nel tentativo di verificare, tra le altre, l’ipotesi che proprio nelle scuole dove l’accoglienza è stata realizzata su vasta scala e con grande impiego di risorse umane (insegnanti, tutor, ecc), le cosiddette “scuole in trincea”, per effetto dell’eccessiva concentrazione di problematiche inter-etniche si stia attraversando una fase di ripiegamento, in cui sembra difficile concretizzare l’uguaglianza e la lotta alla discriminazione.  Nello stesso tempo si cercherà di verificare cosa stia accadendo di nuovo sul versante dei ragazzi, dove l’interazione tra le diverse personalità e condizioni di vita, e l’integrazione reciproca nell’impegno quotidiano, sembrano in grado di produrre spontaneamente una nuova cultura dell’incontro indispensabile a chi si troverà ad agire nella società multiculturale di domani. Maddalena Colombo è docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell' Università Cattolica di Milano

    Sempre più stranieri in Italia

    Gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2010 sono 4.235.059 (il 7% della popolazione totale), di cui 932.675 minori. Rispetto allo scorso anno si è registrato un aumento di 343.764 unità  (+8,8%). Il 49,3% proviene dai paesi dell'Europa dell'est, in particolare dalla Romania. Oltre il 60% vive nelle regioni del Nord, il 25,3% in quelle del Centro e il 13,1% in quelle del Mezzogiorno. Questi alcuni dei dati diffusi dall'ISTAT.

    In allegato:
  • Testo
  • Il caro affitti per gli universitari stranieri

    In alcune città universitarie italiane, quali Perugia e Siena, gli studenti stranieri pagano per un posto letto o una camera singola in media il 25/30% in più dei nazionali. E’ questo l'aspetto più rilevante che è emerso da un’indagine S.U.N.I.A. (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari) realizzata su un campione di 2.000 casi. La più cara in assoluto è Milano con prezzi che vanno da € 400,00 a € 500,00 per un posto letto e da € 500,00 a € 700,00 per una stanza. Valori di poco inferiori a Roma, Firenze e Bologna.

    In allegato:
  • SUNIA - Comunicato Stampa
  • SUNIA - Gli affitti per studenti, 2010
  • Olanda, l’anti-immigrazione al governo

    Doveva essere un governo lacrime e sangue sul versante economico. Lo sarà molto di più su quello dell’immigrazione. Dopo quasi quattro mesi di estenuanti negoziati, infatti, in Olanda nasce un esecutivo di minoranza formato da Cristiano Democratici (CDA) e Liberali (VVD) puntellato con un appoggio esterno del Partito delle Libertà (PVV) di Geert Wilders. Che in cambio di un leale sostegno alla colazione ha strappato l’introduzione di norme e programmi molti rigidi sul fronte dell’immigrazione. Innanzitutto per quanto riguarda la questione del burqa, il tetto annuale dei permessi di soggiorno e delle richieste d’asilo e l’introduzione del reato di immigrazione clandestina. Il tutto accompagnato da un giro di vite sui ricongiungimenti familiari dall’estero e sulla tradizionale tolleranza delle istituzioni nei confronti dei coffee shop. E’ previsto inoltre un aumento degli organici della polizia e lo slittamento dell’innalzamento dell’età pensionabile di cui i Liberali avevano fatto uno dei punti forti della campagna elettorale. In sostanza la prima impressione è che l’accordo rafforzi la posizione di Wilders, molto dura nei confronti dell’immigrazione ma nient’affatto disponibile a tagli pesanti delle spese di Welfare. Un equilibrio di potere molto complicato che il limitato margine di maggioranza rischia di mettere ogni giorno in più a repentaglio.

    In allegato:
  • PVV-CDA-VVD, Concept Gedoogakkoord, 2010