Questi dati spiegano Brexit e Trump

La metà dei quasi 5 milioni di immigrati unauthorized giunti in Europa è finita in due soli Paesi: Germania e Gran Bretagna. Un rigoroso studio del Pew Research Center [1], think tank statunitense con sede a Washington, stima che con circa 1,2 milioni a testa i due Stati detengono il triste primato del più alto numero di clandestini di tutta l’Unione europea, che in totale ne conta 4,8 milioni.

Emblematico il caso britannico. Qui l’esercito dei sans papier è raddoppiato nell’arco di un decennio. La maggior parte degli immigrati irregolari è costituita da residenti di lungo periodo, più della metà vive illegalmente nel Regno Unito da più di cinque anni e oltre un terzo da più di dieci anni. La stima arriva dopo lo choc causato dalla scoperta dei 39 cadaveri di migranti vietnamiti rinvenuti all’interno di un container qualche settimana fa. Una strage che ha squarciato il velo d’ipocrisia sul contrabbando di esseri umani particolarmente fiorente sulla rotta della Manica. Ed esploso negli ultimi tempi, con l’avvicinarsi della Brexit. Come dimostra anche il record di attraversamenti del Canale a bordo di piccole imbarcazioni: più di mille le persone che quest’anno da Calais sono giunte a Dover. Ma la ricerca mostra poi un altro dato che potrebbe irrompere nella battaglia elettorale al momento tutta incentrata sul “pasticcio” Brexit. Poiché in alcuni Stati europei gli immigrati clandestini che chiedono asilo ottengono un riconoscimento legale temporaneo, questo fa sì che parte degli unauthorized escano dal conteggio ufficiale. Per questo motivo in Germania gli irregolari veri e propri da 1,2 milioni scendono a 700mila, lasciando alla Gran Bretagna, che nel suo ordinamento non contempla permessi temporanei, la leadership del Paese con il più alto numero di clandestini d’Europa. Un primato che non potrà non avere ripercussioni sulle prossime elezioni, visto che secondo un recente sondaggio il 77% degli elettori britannici considera l’immigrazione clandestina il problema più grave che affligge il Paese.

Un’opinione diffusa un po’ in tutta Europa, Germania compresa dove l’avanzata dell’ultradestra xenofoba ha fatto scattare più di un campanello d’allarme. E costretto Frau Merkel a rivedere la generosa politica delle frontiere aperte, dopo aver accolto più di 1 milione di profughi siriani nel pieno della crisi del 2015-2016. Infatti non è un caso se il numero degli immigrati irregolari presenti sul territorio tedesco è praticamente raddoppiato tra il 2014 e il 2017. Anche se va sottolineato che il 32% dei sans papier proviene da Paesi europei extra Ue. Il terzo e quarto posto in classifica spettano a Italia e Francia rispettivamente con 700mila e 400mila clandestini. I quattro Paesi in testa alla classifica da soli accolgono il 70% di tutti gli immigrati irregolari presenti nell’Ue e nell’Efta (l’Associazione europea di libero scambio che comprende Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera). E comunque, sottolinea la ricerca Pew Research Center, nonostante le migrazioni verso l’Europa negli ultimi 5 anni siano notevolmente aumentate, gli attuali 4,8 milioni di irregolari rappresentano meno dell'1% della popolazione totale che conta 500 milioni di persone. Numeri risibili se confrontati con i dati degli Stati Uniti, dove su circa 325 milioni di abitanti i clandestini sono quasi 11 milioni, il 3% della popolazione. Numeri che aiutano a capire le dinamiche politiche degli ultimi anni. E perché Brexit e Trump non sono scherzi della storia.