Dove i rifugiati non si girano i pollici ma lavorano

Sull’integrazione lavorativa dei rifugiati, la Danimarca fa scuola.  Visto che, rispetto all’anno precedente, nel 2016 è addirittura raddoppiato il numero di profughi di età compresa tra 18 e 59 anni con un contratto di lavoro. Tanto che oggi a livello nazionale il tasso di occupazione dei rifugiati supera il 15%. Il segreto, secondo l’ultimo report della Confindustria danese, è la formidabile sinergia e lo scambio di informazioni tra le amministrazioni e le imprese locali. Non si tratta, tuttavia, di un sistema perfetto. C’è ancora spazio per migliorare. Uno dei problemi fondamentali rilevati dallo studio scandinavo, riguarda il gentil sesso: dei 3.316 rifugiati che hanno trovato una occupazione nel 2016, solo 500 erano donne.

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