Rispunta lo ius soli e il governo trema

E’ noto che i governi di coalizione sostenuti da partiti culturalmente e politicamente tra loro molto diversi nascono sulla base di un temporaneo, reciproco obbligo di convenienza. Che il più delle volte, però, nasconde un non detto tra i suoi contraenti. Che nel caso del nuovo Esecutivo guidato da Mario Draghi riguarda l’immigrazione.

Un’ omissione tanto più seria perché obbligata. Visto che l’immigrazione avrebbe rappresentato per questi partiti, dopo anni di aspre e mai sopite contrapposizioni, uno scoglio insormontabile alla loro comune  partecipazione ad un Esecutivo di unità nazionale imposto dalle gravi emergenze sanitarie ed economiche che affliggono il nostro Paese. Ma in politica, purtroppo, non è detto che il non detto, anche se obbligato, anziché un’assicurazione non possa invece rappresentare un pericolo per la tenuta della coalizione di governo. Come dimostrano le infiammate polemiche innescate dalla proposta avanzata dal neo segretario del PD Enrico Letta sulla modifica delle attuali norme di concessione della cittadinanza ai figli degli immigrati. Sulla falsa riga del progetto di legge già anni addietro lungamente discusso ma finito nel nulla. Un ritorno al passato che, purtroppo, non promette nulla di buono. Per almeno due ragioni.

La prima: in un quadro di grande ansia e difficoltà del Paese a causa dell’incalzante pandemia proporre a “freddo” la riforma della cittadinanza dei figli degli immigrati non solo rischia di essere percepita dai cittadini come una sorta di parlare d’altro. Ma soprattutto, sapendone l’irrealizzabilità politico-parlamentare, di farle perdere credibilità a favore della pura e semplice propaganda;

La seconda: riproporre la questione negli stessi termini del passato suona come un ostinato, cocciuto rifiuto a tener conto dei punti di vista e delle ragioni a suo tempo da molti avanzati. Che avendo a cuore la risoluzione del problema consigliavano, per evitare il paralizzante scontro ideologico tra i difensori del vecchio diritto del sangue contro quello del suolo, di “buscar l’Oriente per l’Occidente” semplicemente modificando gli articoli meno consoni con i tempi della vecchia legge sulla cittadinanza del 1992.

Guido Bolaffi

Direttore di WEST. Laureato con lode in Lettere e Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1969, consegue il diploma di specializzazione in Sociologia e Ricerca Sociale nel 1972. È ...

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