Se la cittadinanza è un colpo di spugna del passato

Nelle moderne democrazie la concessione della cittadinanza agli immigrati è l’atto con cui i paesi di accoglienza ne formalizzano il passaggio dallo status di stranieri a quello di nuovi cittadini. Riconoscendo loro l’ingresso a pieno titolo nella comunità politica nazionale. Con evidenti, positive conseguenze per chi arriva e per chi accoglie. Al punto che in alcuni paesi, come ad esempio gli Stati Uniti, il Canada o l’Australia, esso viene ritualmente suggellato nel corso di apposite cerimonie pubbliche nelle scuole con tanto di alza bandiera e giuramento sulla costituzione.

Anche se il conferimento della cittadinanza agli immigrati ha regole, tempi e procedure diversi se non addirittura diseguali da paese a paese, in via generale esso rappresenta il momento conclusivo di un lungo percorso di integrazione degli stranieri nella loro nuova Madre Patria.

Per questo sorprende ed al contempo incuriosisce quanto al riguardo deciso di recente dalla Spagna. Che con un voto all’unanimità del suo Parlamento ha pensato invece di farne uso per riscattare la colpa di un peccato commesso più di 500 anni fa. Quando nel 1492, anno della partenza di Cristoforo Colombo alla scoperta dell’America, i suoi cattolicissimi regnanti con l’Editto di Espulsione imposero la cacciata in massa degli ebrei dal paese ultimando loro: convertitevi, andatevene o morite. Obbligando migliaia di sefarditi (Sefard in ebraico sta per Spagna) a fuggire cercando riparo ai quattro angoli del Vecchio Continente.

Un’onta che pesa come un macigno sulla sua storia e per cancellare la quale Madrid ha promulgato una legge che conferisce automaticamente la cittadinanza iberica ai discendenti di quegli esuli che entro la fine del prossimo mese di ottobre presenteranno formale domanda di fare ritorno nell’antica terra dei loro avi. Una norma importante ma che ha sollevato non pochi dubbi. Perché i suoi risultati potrebbero mancare le attese nel caso che ad accettare l’offerta fossero in pochi. Ma soprattutto in ragione del fatto, come qualcuno maliziosamente si è chiesto, se il suo obbiettivo è quello di “riaprire per sempre le porte” della Madre Patria non è un controsenso stabilirne la data di scadenza?

Guido Bolaffi

Direttore di WEST. Laureato con lode in Lettere e Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1969, consegue il diploma di specializzazione in Sociologia e Ricerca Sociale nel 1972. È ...

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