Spagnoli in trappola

Cercare fortuna all’estero e ritrovarsi a fare la fila nelle mense pubbliche pur di avere un pasto caldo. A prima vista sembrerebbe il solito capitolo di un grande classico della storia del fenomeno migratorio internazionale. Se non fosse che parliamo di cittadini della ricca Europa che dopo aver deciso di lasciare la madrepatria per  trasferirsi in un altra nazione del Vecchio Continente sono costretti a vivere ai margini della società perché non trovano un’occupazione. Al centro di questa spiacevole disavventura troviamo soprattutto spagnoli che, a causa della pesante crisi economica che colpisce l’Europa mediterranea, emigrano verso i paesi scandinavi, soprattutto la Norvegia, affascinati dagli elevati standard di vita e dall’efficienza del welfare di queste nazioni. Una scelta sempre più diffusa tra i sudditi di Juan Carlos (+43% rispetto al 2010), dovuta anche alla popolarità di una nota trasmissione televisiva “Spagnoli nel mondo” che fin dalla scorsa primavera diffonde immagini del successo e degli agi di emigranti iberici in Norvegia: stipendi da 4000 euro, bambini felici, donne protette in abitazioni piene di comfort e la sicurezza di un forte e sano stato sociale, con solo il 3% di disoccupazione.

Peccato però che come spesso accade non è tutt’oro quello che luce. Visto che nella maggior parti dei casi quello che doveva essere un eden si è trasformato in un vero e proprio inferno: lingua sconosciuta, freddo polare e soprattutto prezzi cosi elevati da esaurire nel giro di pochi giorni i pochi risparmi in tasca. Il risultato?

Come conferma  Wenche Berg Husebo, responsabile di  Robin Hood, una delle principali fondazioni caritatevoli norvegesi,  molti di loro affollano oggi le case di accoglienza per indigenti, dormono per strada o in rifugi di fortuna e sperano di recuperare qualche spicciolo per ritornare in Patria. Soltanto una ristretta minoranza, è riuscita a trovare lavoro grazie alla conoscenza della lingua inglese ed a una elevata specializzazione. Gli altri, invece, per il governo di Oslo sono esclusivamente un problema da cui liberarsi il prima possibile. Tant’è che il Ministro del Lavoro Hanne Bjurstrom ha di recente affermato che gli immigranti europei che non riescono a trovare un impiego devono lasciare il paese quanto prima, perché la Norvegia non può farsi carico di loro. D’altronde in una nazione con appena  5 milioni di abitanti si notano presto i profughi del sud Europa che vivono in povertà.

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