Storico calo degli immigrati negli USA

Brusca frenata dell’immigrazione USA. Nel 2018, infatti, cosa mai avvenuta negli ultimi dieci anni, il numero degli immigrati arrivati sul suolo americano è stato inferiore a quello registrato nei dodici mesi precedenti. Con una riduzione percentuale di oltre il 70%. Equivalente, secondo i calcoli resi noti giovedì scorso dal Census Bureau’s American Community Survey , ad un “taglio” in termini assoluti di oltre 200mila unità.

Uno stop degli arrivi che oltre ad interrompere un trend caratterizzato in passato da un costante, significativo aumento, è stato pari, per dimensioni, solo a quello registrato nel lontano 2008. Quando a causa della grave crisi dell’economia statunitense, innescata dal colossale fallimento finanziario della Lehman Brothers, molti immigrati avevano ritenuto più conveniente non muoversi da casa rinviando a tempi migliori il loro viaggio al Norte. Ma il calo negli arrivi di oggi ha cause e ragioni assai diverse, anzi opposte, a quelle di ieri. Visto che il mercato del lavoro statunitense, sull’onda di una floridissima condizione della produzione e dell’economia, non è in recessione come allora bensì in costante, fortissima espansione. E le imprese sono alla disperata ricerca di nuove forze di lavoro che solo l’immigrazione è in grado di fornire. Il punto sta qui. Perché il calo delle presenze immigrate sul totale della popolazione americana descritto all’inizio non ha ragioni economiche ma politiche. In particolare due.

La prima: Trump con il giro di vite messo in essere e la violenta retorica del suo linguaggio ha lanciato verso le comunità immigrate un segnale che definire disincentivante è poco. Che il tam-tam dell’informazione inviata dalle numerose diaspore presenti nel paese a stelle e a strisce ai propri connazionali si è trasformato in un messaggio tanto semplice quanto chiaro: non venite perché qui non vi vogliono.

La seconda: la Casa Bianca con l’arrivo del taycoon newyorkese ha colpito al cuore, prosciugandola, la seconda principale fonte della nuova immigrazione americana, quella dei resetteled refugee. Che preceduti solo dai  ricongiungimenti familiari hanno per quasi mezzo secoli assicurato nella popolazione americana il costante aumento della sua componente foreign. Infatti mettendo fine ad una prassi in essere dal 1980 la nuova amministrazione repubblicana ha drasticamente ridotto il numero degli stranieri accolti in base all’American Refugee Act. Che dai 110mila dell’ultimo anno della presidenza Obama sono stati ridotti nel 2017-18 a 33mila e con l’ordine esecutivo firmato la scorsa settimana ad appena 18mila. Poco più di niente. Tenuto conto che l’America nell’arco degli ultimi quaranta anni ha accolto tre dei quattro milioni di rifugiati sparsi nel mondo.