Libertà di circolazione sì, ma a pagamento

La libera circolazione delle persone in Europa, si sa, c’é chi la ama e chi la odia. Non c’é dubbio che i ragazzi del Vecchio Continente siano ascrivibili alla prima categoria. Tuttavia, alcuni stati considerano l’afflusso di giovani stranieri nelle proprie università più come un problema che come un vantaggio. Il perché é presto detto. La direttiva europea che obbliga lo studente a pagare la retta universitaria che si applica nel paese ospitante non tiene conto del fatto che in diverse nazioni la formazione accademica è gratuita , interamente a carico delle casse pubbliche.

Ad aprire le ostilità é stata  l’Olanda. Dove il Ministro dell’Educazione, Halbe Zijlstra, ha proposto di chiedere alla Germania un compenso economico per tutti i tedeschi che studiano ad Amsterdam e dintorni. L’iniziativa è stata ispirata dal dibattito tenutosi in Austria su come finanziare le tante matricole straniere che godono di un’educazione di grande qualità,  finanziata dallo Stato.

Secondo Sander van den Eijenden, presidente di Nuffic, l’organizzazione olandese che promuove la cooperazione internazionale per l’istruzione accademica, è necessario instaurare criteri di reciprocità, perché il flusso di giovani sembra essere a senso unico. I tedeschi sono i principali imputati dell’invasione delle università olandesi, austriache e britanniche ma è pur vero che la Germania è a sua volta uno dei Paesi che ospita la maggior parte degli studenti stranieri, e non solo europei. Inoltre secondo Stegelmann, che gestisce EDU-CON, società che attrae i talenti tedeschi nelle università dei Paesi Bassi, il paese trae grandi vantaggi dal formare questi ragazzii che spesso, terminati gli studi, rimangono, contribuendo alla ricchezza della nazione. Non a caso nel Regno Unito sono numerosi gli incentivi per gli studenti stranieri.

Come uscire da questo cul de sac?

I pareri sono contrastanti: c’è chi suggerisce che ogni Stato debba pagare per ogni studente, a prescindere dal Paese europeo che lo ospita, ipotesi di Gabriele Burgstaller, Presidente dello Stato austriaco salisburghese e che riprende il sistema dei Paesi scandinavi; c’è invece chi auspica un sistema più simile a quello britannico, in cui gli Stati, attraverso l’Unione Europea, allocano risorse da destinare alla mobilità dei giovani.

Alcuni funzionari affermano che la Commissione Europea per l’Educazione non è contraria all’istituzione di trattati bilaterali per i rimborsi, se sono volontari e reciproci. Tuttavia, il portavoce dell’Esecutivo di Bruxelles, Dennis Abbott, ha segnalato che non sarà l’UE la promotrice di tali accordi.

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