Sul censimento della popolazione dietrofront di Trump

Martedì scorso con un annuncio che ha colto molti di sorpresa la Casa Bianca in uno stringato comunicato stampa ha reso noto che il questionario del Censimento della Popolazione 2020 non conterrà, come invece chiedeva Trump, la domanda sulla cittadinanza. Una decisione in qualche modo obbligata dopo il parere espresso poche ore prima dalla Corte Suprema. Che pur non giudicando il quesito sulla cittadinanza discriminatorio e per questo incostituzionale, come invece chiedevano i democratici e non poche organizzazioni umanitarie, ha però respinto, giudicandole insufficienti, le argomentazioni con le quali l’amministrazione federale, innovando una prassi in essere nei Censimenti degli ultimi 70 anni, ne proponeva la reintroduzione.

Caso chiuso, dunque, ma che però apre non pochi interrogativi sulle difficoltà con cui la guerra anti immigrati ingaggiata da Trump è destinata ad affrontare in vista delle elezioni presidenziali del novembre 2020. Perché, come ha dimostrato l’avventato annuncio dell’introduzione nel Censimento della domanda relativa alla cittadinanza, la lotta ai clandestini se da lui non attentamente condotta può trasformarsi da sicura carta vincente per la rielezione in un pericoloso boomerang.

Un rischio evidenziato nelle ultime settimane, al netto del dietro front sul Censimento, prima dalla marcia in dietro sull’espulsione dal paese, promessa ai quattro venti ma all’ultimo rinviata, di migliaia di irregualar alien. E per ultimo dall’orribile filmato anti immigrati e di volgare scherno contro un gruppo di parlamentari dell’opposizione diffuso via Facebook da un gruppo di militari del Department of Homeland Security di stanza nei centri di detenzione alla frontiera del Texas. Che oltre a scuotere la pubblica opinione ha fatto sorgere seri dubbi sull’effettiva capacità di controllo dell’amministrazione centrale sul comportamento degli addetti ad alcuni dei suoi più delicati settori operativi. La verità è che scherzare con il fuoco resta un’arte solo se non ci si brucia. Anche per Trump.