Sull’immigrazione caduto Salvini i problemi restano

L’immigrazione rischia di essere per la nuova maggioranza di governo ragione di serie, serissime difficoltà. Soprattutto se il jackpot politico incassato con il capitombolo di Matteo Salvini dovesse essere erroneamente giudicato come un premio ed un incitamento al puro e semplice azzeramento delle sue politiche. A cominciare dal discusso Decreto Sicurezza.

Un rischio niente affatto campato per aria come testimoniano, ad esempio, le gravi divisioni politiche che sull’immigrazione sono esplose all’interno dell’opposizione democratica americana dopo lo scivolone, anch’esso clamoroso, subito dall’onnipotente Trump lo scorso novembre nelle elezioni di midterm. I democratici USA,infatti, commettendo un errore capitale, hanno letto il favore con cui gli elettori hanno permesso loro di strappare ai repubblicani la maggioranza alla Camera e di aumentare i seggi al Senato semplicemente come il risultato dell’opposizione dura e pura condotta per mesi contro il giro di vite anti-immigrati voluto dal Presidente.

Una strategia che si è però rivelata solo un collante di breve durata. Visti gli scontri ai limiti dell’insulto che caratterizzano il faticoso e assai poco convincente andamento delle loro primarie in vista della nomina del candidato democratico per le prossime elezioni presidenziali.

La verità è che definire la politica della Casa Bianca inumana, reazionaria ed inefficace è stato molto più facile che concordare un dettagliato e credibile programma alternativo a quello perseguito dal tycoon newyorkese. L’immigrazione anti va bene come distintivo ma quando mancano le proposte finisce sempre per trasformarsi in un veleno. Fino al punto che la deputata democratica Norma Torres si è spinta a definire i suoi compagni di partito che provano a farsi carico di proposte partendo dalla gravità della situazione ai confini meridionali del paese come dei “Trump Democrats”.

Per non parlare del puro e semplice linciaggio politico subito ad opera degli altri candidati democratici dal texano Beto O’Rourke che, sapendo bene come vanno le cose dalle sue parti, ha avuto il coraggio di opporsi esplicitamente alla proposta, da tutti gli altri condivisa, di una totale decriminalizzazione dell’immigrazione clandestina accompagnata dallo scioglimento dell’Immigration Customs Enforcement. Fatti e vicende che in queste ore dalle nostre parti sarebbe bene tenere a mente perché, dicevano i latini de te fabula narratur.