Sull’immigrazione fa fuori anche lei

Trump quando si sente criticato o scavalcato a destra sull’immigrazione reagisce e colpisce. E come prima cosa mette alla porta un rappresentante del suo governo. Il cui sacrificio viene usato a mò di simbolica ma efficace rassicurazione nei confronti dell’oltranzismo leale della sua base elettorale. Su cui poggia l’opa politica da lui lanciata, e sistematicamente perseguita, nei confronti della tradizionale linea politica del suo partito. Ritenendola troppo moderata e disponibile alla mediazione nei confronti dell’opposizione. Soprattutto sull’immigrazione.

Solo così si spiega l’inatteso annuncio del licenziamento con cui domenica scorsa all’ora di pranzo la Casa Bianca ha messo fine alla carriera del capo dell’Homeland Security Krstjen Nielsen. Da molti considerata, almeno fino all’altro ieri, una fedelissima del Presidente. Al punto di essersi guadagnata il non invidiabile appellativo di “falco di destra e senza cuore” per essere stata l’unica a difendere mesi fa in diretta tv la controversissima direttiva presidenziale che imponeva all’agenzia federale da lei guidata di separare e detenere i figli dei genitori immigrati clandestini arrestati al confine meridionale del paese. Una fedeltà che però non è bastata a metterla al riparo dalla spregiudicatezza, al limite del cinismo, con cui Trump ha messo fine alla carriera del suo ministro per riparare ad un errore da lui stesso commesso.

Di che si tratta? E’ presto detto. Venerdì scorso, infatti, il magnate newyorkese aveva fatto balenare ad una platea di agguerriti imprenditori americani l’ipotesi di allentare il giro di vite alle frontiere per consentire, viste le ottime performance dell’economia, l’ingresso di nuovi immigrati. Un’affermazione ingenuamente presa per buona dalla Nielsen. Che il giorno dopo, in una dichiarazione raccolta dal Washington Post, si è spinta ad ipotizzare la concessione da parte dell’agenzia per la sicurezza nazionale di una quota aggiuntiva di 69mila nuovi visti H-2B riservati agli stagionali stranieri. Scatenando immediatamente la rivolta degli ultras trumpiani. Che per voce del Center for Immigration Studies hanno accusato il Presidente e la sua amministrazione di tradire, come tante volte avevano già fatto in passato altri leader del tradizionale establishment repubblicano,   i lavoratori americani disoccupati. Un’accusa che Trump, già in piena campagna per le elezioni presidenziali del 2020, ha pensato bene di scansare usando la Nielsen nel più comodo ed efficace dei parafulmini.

Guido Bolaffi

Direttore di WEST. Laureato con lode in Lettere e Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1969, consegue il diploma di specializzazione in Sociologia e Ricerca Sociale nel 1972. È ...

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