Sull’immigrazione la Francia di Macron è quella di sempre

Sull’immigrazione l’Italia ha poco da aspettarsi anche dal nuovo presidente francese. Almeno è questo che viene da pensare leggendo il piano sulla gestione dei flussi migratori appena presentato da Emmanuel Macron. Che sembra più preoccupato a difendere i confini nazionali e gestire i problemi interni di integrazione delle comunità straniere che a dare una mano al vicino d’Oltralpe. Cinque i punti chiave:

1) Inasprimento della lotta all’immigrazione clandestina. Attraverso l’istituzione di dieci speciali task force in altrettante prefetture dislocate sul territorio francese.

2) Miglioramento delle modalità di presa in carico delle richieste d’asilo e delle condizioni di accoglienza. Innanzitutto, il tempo per esaminare le domande passerà da 14 a 6 mesi. Inoltre, verranno messi a disposizione 12.500 nuovi alloggi provvisori per i richiedenti asilo.

3) Intensificazione dei controlli sulle acque del Mediterraneo. Potenziando, da un lato, il personale e le missioni dell’agenzia europea Frontex. Dall’altro, riorganizzando la gestione dei flussi in Libia e favorendo concretamente il mercato del lavoro nei paesi d’origine.

4) Sviluppo delle politiche d’integrazione. In particolare, attraverso l’aumento del monte ore dedicato all’insegnamento di lingua e civiltà francesi.

5) Incremento delle iniziative volte ad attirare talenti stranieri. Con l’avvio, quest’estate, del programma “passeport talent”, un visto speciale della durata di 4 anni per favorire l’inserimento lavorativo dei professionisti internazionali. Oltre al potenziamento della mobilità degli studenti.

In allegato:
  • Ministère de l'Intérieur - Dossier de presse - Garantir le droit d'asile, mieux maîtriser les flux migratoires - Juillet 2017
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