Sussidio integrativo vs diritto soggettivo

Il Tar della Lombardia ha annullato il provvedimento del Comune di Milano che aveva revocato il sussidio integrativo al minimo vitale, precedentemente assegnato ad un’immigrata invalida e in gravi condizioni economiche. Con  la motivazione che questa forma di prestazione sociale rientrava tra quelle per le quali era previsto il possesso della carta di soggiorno o del permesso di lungo periodo. Una materia complessa sulla quale vale la pena fare chiarezza. L’art.41 della legge Turco-Napolitano distingue tra l’assegno sociale e le provvidenze economiche che costituiscono diritti soggettivi per gli stranieri titolari di carta di soggiorno e tra le altre prestazioni e servizi sociali che, invece, prevedono l’equiparazione fra cittadini italiani e immigrati titolari di permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno. Dunque il ricorso contro l’Amministrazione di Palazzo Marino è stato accettato sulla base del fatto che il sussidio integrativo al minimo vitale rientra nella seconda fattispecie. Di conseguenza la ricorrente, in quanto titolare di un permesso di soggiorno della durata superiore ad un anno, ha diritto ad usufruire della prestazione sociale che le è stata negata

In allegato:
  • Corte Costituzionale, Sentenza N°187 - 2010
  • Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, Sentenza N°6353 - 2010
  • Iscriviti alla newsletter: