Swissexit peggio di Brexit

Dopo Brexit arriva anche Swissexit. E la Svizzera, dopo la Gran Bretagna potrebbe decidere di uscire. Ma non dall’Unione Europea, di cui non fa parte, ma addirittura dalla Comunità Internazionale.

È questa la decisione sulla quale domenica prossima gli elettori svizzeri sono chiamati a dire Sì o No. Il quesito referendario, voluto dalla destra populista dell’Unione Democratica di Centro (UDC), chiederà, infatti, loro di esprimersi a favore o contro l’autodeterminazione della Svizzera e la supremazia della costituzione federale sui trattati internazionali. Se la Swissexit, come auspica l’UDC, dovesse ottenere la maggioranza, qualsiasi accordo siglato con altri Stati (UE inclusa) rischierebbe di essere modificato, o addirittura annullato, se giudicato contrario alla volontà referendaria.

Insomma. In caso di vittoria del Sì anche la Svizzera, come la perfida Albione, si avvierebbe verso un isolamento, quanto splendido è tutto da vedere. Non sarà semplice rifarsi una vita solitaria e sovranista, per questo paese super globalizzato che deve il suo formidabile stato di benessere economico agli enormi depositi e investimenti finanziari che con le sue banche attira da mezzo mondo.

Gli ultimi sondaggi danno in netto vantaggio i No. Ma, a prescindere da come vada a finire domenica, per gli estremisti dell’UDC, che già in passato sono riusciti a ostacolare con una proposta referendaria l’ingresso di Berna nell’UE, sarà comunque un successo. Non foss'altro perché hanno catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale, e non solo su un problema inesistente. Ovvero l’’indipendenza e la sovranità di un paese che, oltre alle ottime performance economiche, grazie anche alla sua storica neutralità (dal 1674 ha rinunciato alla guerra) vanta ottimi rapporti politici e diplomatici globali. Come conferma, solo per fare un esempio, il fatto che la stragrande maggioranza delle più importanti Convenzioni internazionali, su qualsiasi materia, sono state firmate, ieri, come oggi, in Svizzera.