Tre stop ai neo populisti

È proprio vero, come dicevano i latini, che in politica simul stabunt, simul cadent. Una legge spietata della politica che nel giro di una manciata di giorni sembra aver costretto alla ritirata l’Armada Invencible del neo populismo internazionale. Proprio nelle tre nazioni simbolo che avevano dato il là, nel 2016, alla sua irresistibile ed inarrestabile ascesa al potere: l’Inghilterra di Brexit, l’America di Trump e l’Italia dei 5 Stelle.

Nel giro di pochi giorni, infatti, dopo le disfatte elettorali dei grillini e l’annuncio à bout de souffle con cui il Premier Theresa May ha fatto balenare l’ipotesi che il marasma di Brexit possa risolversi col No Brexit, martedì scorso è arrivato come un macigno dagli Usa il voto della Camera dei Rappresentanti. Che ieri l’altro ha sonoramente bocciato (245 sì, 182 no) lo stato di emergenza militare dichiarato due settimane fa da Trump per scippare al Congresso i miliardi necessari per la costruzione del Muro anti clandestini al confine del Messico. Una deliberazione che però, anche se ha visto 13 deputati repubblicani votare con l’opposizione, difficilmente riuscirà a passare lo sbarramento del quorum richiesto nel Senato. Dove, nonostante qualche possibile defezione, i repubblicani sono in numero sufficiente per respingere l’assalto dei democratici.

Resta il fatto però, che al di là di come andrà a finire lo scontro parlamentare al Capitol Hill, l’argomento usato da Nancy Pelosi per motivare la mozione di censura contro il Presidente è destinata a rappresentare un vero e proprio antemurale politico-parlamentare alla pericolosa distruttività anti istituzionale del neo populismo trumpista. E di fare breccia nelle fila degli uomini del Presidente. Costringendoli a scegliere tra l’obbligo di fedeltà verso il Capo e quello, dovuto, ai propri elettori. Di cui abbisognano come il pane per essere rieletti nelle prossime elezioni abbinate a quelle presidenziali del 2020. Per la semplice ragione che se il Parlamento accettasse oggi il diktat dello stato di emergenza usato da Trump, con la scusa del Muro, per bypassare la sua autorità costituzionale sulla spesa pubblica, darebbe luogo ad un micidiale precedente. Che i futuri inquilini della Casa Bianca potrebbero accampare per annullare, sempre e comunque, il volere degli eletti in Parlamento.

Un argomento, tra l’altro, in passato invocato proprio dai repubblicani, con l’appoggio della Corte Suprema, per bloccare i presidential order usati da Obama per piegare il filibustering parlamentare dell’opposizione sulla riforma sanitaria e la legalizzazione dei Dreamers. La verità è che anche per il nuovismo neo populista vale la vecchia ma sempre valida regola politica secondo cui chi di spada ferisce prima o poi di spada perisce.

Guido Bolaffi

Direttore di WEST. Laureato con lode in Lettere e Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1969, consegue il diploma di specializzazione in Sociologia e Ricerca Sociale nel 1972. È ...

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