Trump sfrutta un errore di Obama

La decisione di Trump di nominare alla Corte Suprema, a due mesi dalle elezioni presidenziali, la conservatrice Coney Barret in sostituzione della liberal Ruth Ginsburg defunta la scora settimana, anche se poco “elegante” non è, come invece molti dicono, un sopruso scandaloso. Perché, nel caso, questo nuovo, ennesimo capitolo della feroce guerra politica in atto da anni tra il Presidente ed i suoi avversari origina da una modifica parlamentare relativa alla nomina dei giudici dell’Alta Corte introdotta negli anni della presidenza di Barak Obama.

Nel 2013, infatti, Henry Reid, leader della maggioranza democratica al Senato, di fronte all’impasse sulla nomina di un giudice liberal osteggiato dai repubblicani, chiese ed ottenne di sostituire la soglia “storica” della maggioranza assoluta dei voti senatoriali con quella della maggioranza semplice. Una modifica che oggi Trump, in nome della parola d’ordine “leave no vacancy behind”, non ha avuto problemi a sfruttare a suo vantaggio. Un problema reso, se possibile, ancor più delicato per i democratici dall’articolo pubblicato lo scorso 25 settembre dal New York Times con il titolo:”The quiet lunch that could have altered Supreme Court history”. Dal quale veniamo a sapere che sempre nel 2013 Obama, in un incontro rimasto a lungo segreto, preoccupato del futuro, aveva tentato senza successo di convincere la Ginsburg, 80enne e alle prese con gravi problemi di salute, di dimettersi per consentire ad un più giovane magistrato liberal di occupare per molti anni a venire il suo decisivo seggio nell’Alta Corte.

Ma oltre a riflettere su questi fatti i democratici farebbero forse bene, anziché continuare ad attaccare a testa bassa l’inquilino della Casa Bianca rischiando di replicare il “buco nell’acqua dell’impeachment”, a credere e sperare che Coney Barret anche se anti abortista radicale può difendere la democrazia non meno di loro. Visto che lei nel 2017, in occasione di una audizione parlamentare, ha sostenuto che l’attività dei giudici, qualunque sia il loro livello, non può essere condizionata dalla politica e che tutti i togati devono rispettare le sentenze della Corte Suprema senza fare valere le proprie convinzioni religiose.

Guido Bolaffi

Direttore di WEST. Laureato con lode in Lettere e Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1969, consegue il diploma di specializzazione in Sociologia e Ricerca Sociale nel 1972. È ...

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