Uno studio smentisce Trump sulle espulsioni

L’equazione “più espulsioni=meno reati”, viene smonta dalla realtà dei numeri. Negli USA, infatti, dati alla mano, le deportazioni di massa dei clandestini non hanno portato a un calo dei crimini. A smentire la narrazione di Trump secondo cui gli immigrati sono “criminali”, “stupratori”», “bad hombres”, come spesso li ha definiti nei suoi tweet, ci pensa una studio dell’Università della California di Davis pubblicato da The Marshall Project, organizzazione no-profit di giornalismo online. Incrociando i dati sulle deportazioni del Transactional Records Access Clearinghouse (TRAC) dell'Università di Syracuse con i tassi di criminalità dell’Uniform Crime Reporting Program dell'FBI, i ricercatori hanno scoperto che l’aumento delle espulsioni non ha avuto un impatto apprezzabile sui tassi di criminalità. E il perché è presto detto.

La stragrande maggioranza dei clandestini arrestati e deportati non aveva e non ha precedenti penali gravi. Questa è la conclusione semplice ma dirompente di questo studio che esamina nei dettagli le azioni del programma delle Secure Community, squadre di agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) e delle forze dell'ordine federali, statali e locali impegnate nelle espulsioni dei clandestini, alle dirette dipendenze del Dipartimento di Stato. Istituito da Bush nel 2008, il programma è proseguito con Obama fino al 2014, anno della sua sospensione. Nel 2017 l’amministrazione Trump lo ha riattivato e inasprito. Ma nonostante ciò gli ultimi dati sulle deportazione e sui tassi di criminalità hanno rilevato che le aree del Paese dove maggiori sono state le espulsioni non hanno registrato un significativo calo dei reati. Arrivando alla conclusione che le deportazioni degli immigrati illegali non rappresentano un modo efficace per combattere il crimine. Anche perché, come sottolineano i ricercatori, gli immigranti irregolari sono meno propensi a delinquere per il semplice fatto che non vogliono attirare l’attenzione delle forze di polizia per paura di essere espulsi.

Sebbene non esista alcun legame tra immigrazione e aumento della criminalità, la percezione della popolazione va in direzione opposta. Come dimostra il caso di Nashville. La capitale dello stato del Tennessee ha introdotto una delle versioni più repressive di Secure Community, detenendo il record di carcerazioni ed espulsioni di clandestini. Nonostante ciò il tasso di criminalità non è diminuito. Ma secondo i sondaggi, la maggioranza dei residenti di Nashville sostiene le azioni delle Secure Community perché, sebbene smentita dai numeri, ritiene che a macchiarsi dei crimini siano soprattutto gli immigrati irregolari.

Grazia De Vincenzis

Giornalista con 25 anni di attività nel mondo dell’informazione cartacea, digitale e radiofonica.

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