USA e Messico trattano sui dazi anti-immigrati

Sono iniziati a Washington i negoziati tra USA  e Messico per trovare una via di uscita alla guerra commerciale innescata dalla crisi dei migranti. Da lunedì i ministri del Commercio dei due Paesi stanno cercando una soluzione alla paventata imposizione statunitense di alzare i dazi sull'export messicano. La scorsa settimana, infatti, per obbligare il Messico a bloccare il flusso di migranti centroamericani verso i confini meridionali USA, Trump aveva minacciato un aumento dal prossimo 10 giugno del 5%, che sarebbe diventato a ottobre del 25%, su tutti i beni importati dal Paese confinante. Il ministro degli Esteri messicano Marcelo Ebrerd, in vista del bilaterale di domani con il collega americano Mike Pompeo, ha però dichiarato, stando a quanto riporta il Financial Times di oggi, che non accetterà la proposta americana di trasformare il suo paese in un cosiddetto “Paese terzo sicuro”. Cosa che consentirebbe alle autorità americane di rimandare i clandestini in Messico obbligandoli a presentare fuori dal territorio statunitense le loro domande di asilo. Un sotterfugio che, a dire il vero, risulta già da tempo ampiamente utilizzato pur in assenza di un preciso e formale accordo tra i due Paesi. Negli ultimi mesi, infatti, la guardia di frontiera statunitense ha già respinto oltre confine 8.835 richiedenti asilo provenienti dal Nicaragua, Honduras e El Salvador. Per convincere gli USA che anche il nuovo presidente messicano Obrador è impegnato nella lotta contro l’immigrazione clandestina, Ebrard ha però tenuto a sottolineare il fatto che le espulsioni ordinate dalle autorità di Città del Messico hanno toccato nei primi 5 mesi del 2019 la cifra record di 80.537. Anche se al momento nessuno è in grado di prevedere se e come andrà a finire la trattativa appena avviata è bene ricordare che il Messico, approfittando della crisi commerciale tra USA e Cina, rappresenta oggi il principale mercato di sbocco per le merci del paese a stelle e strisce.