USA meno accoglienti dei concorrenti

Gli Stati Uniti sono meno accoglienti di un tempo? Sembrerebbe di sì stando agli ultimi dati sui permessi di ingresso nel paese concessi dal Dipartimento di Stato. Nel 2018, infatti, i cosiddetti Temporary Visa Holders cioè i visti che non riguardano gli immigrati ma gli stranieri che dall’estero si recano in America per soggiorni di breve durata (studenti, ricercatori e turisti ma anche sportivi, diplomatici e funzionari di amministrazioni straniere etc.) sono calati del 7% rispetto all’anno precedente. Scendendo da 9 a 7 milioni, circa. Un calo che appare ancora più consistente se si considera che essi nel 2015 avevano toccato la soglia record degli 11 milioni.

Di primo acchito verrebbe da attribuire questa drastica riduzione dei permessi di ingresso temporanei ad una loro minore “appetibilità” visto il clima non proprio ospitale verso gli stranieri che attualmente si respira a Washington e dintorni. Cosa vera ma solo in parte. Non c’è dubbio infatti che anche per questo tipo di ingressi il “giro di vite” ai confini imposto dall’amministrazione Trump ha pesato in misura significativa. Come nel caso di quelli imposti per ragioni di sicurezza dal discusso travel ban nei confronti dei cittadini delle sette nazioni a maggioranza musulmana. O a quello deciso come “punizione” per i paesi che rifiutano di rimpatriare i connazionali colpiti da decreti di espulsione dell’immigration statunitense. E, più in generale, dall’adozione nel vaglio delle richieste di questo tipo di visti di nuove ed assai più stringenti procedure di selezione da parte dell’amministrazione che, non a caso, hanno portato nel 2018 il loro tasso di rigetto al 29%.

Detto questo è pur vero, però, che sul trend negativo di cui sopra ha pesato non poco quella che con un pizzico di enfasi viene definita “la guerra dei cervelli”. Una competizione spietata in atto tra paesi che a livello globale cercano di accaparrarsi (Canada, Australia e Giappone in primis) o di trattenere in patria (Cina ed India tra tutte) il fior fiore delle eccellenze scientifiche e professionali disponibili sul mercato. Offrendo loro chance lavorative e di status che in passato solo l’Eldorado americano con le sue imbattibili università era in grado di assicurare.

Guido Bolaffi

Direttore di WEST. Laureato con lode in Lettere e Filosofia presso l'Università di Roma La Sapienza nel 1969, consegue il diploma di specializzazione in Sociologia e Ricerca Sociale nel 1972. È ...

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